In spiaggia

In spiaggia è inutile chiamare tuo figlio (dai fastidio ai vicini di ombrellone e la tua credibilità si compromette ineluttabilmente).
E poi, ricordati, i bambini al mare soffrono di due patologie concomitanti e temporanee: amnesia (proprio non si ricordano il loro nome) e sordità.
Quindi, non sprecare voce ed energie preziose, si sa al mare d’estate il corpo umano ha bisogno di attenzioni particolari: acqua, sali minerali, zuccheri e riposo. Quando arriva il momento di andare a casa, l’unico metodo efficace, il metodo universale, è quello di sistemare la borsa del mare con discrezione, e solo dopo, e in assoluto silenzio avvicinarsi al bambino con passo felpato, e senza farsi vedere – eh si perché i bambini schizzano via come anguille quando tu sei ad un passo da loro – afferrare senza esitazione la caviglia e con un gesto deciso (ma dolce) lo capovolgi testa in giù. Il bambino-polipo ad un tratto urla a squarciagola e si dimena con i suoi mille tentacoli “mamma mammaaaa lasciami mi fai maleeeee” ma tu, a questo punto, per una strana e crudelissima legge compensatoria della natura, perdi improvvisamente la memoria e diventi ostinatamente sorda!
Mamma? io??

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