Casa dolce casa

Inizia la giornata.
Già, si fa presto a dire inizia la giornata!
Prima di tutto dovrei dire finisce la nottata… perché per arrivare al mattino teoricamente devi passare la notte, no?
E la notte, per me, è un’avventura ad alto rischio.

No, non lavoro di notte, anche se preferirei… è che intorno alle 3, un bambino vagabondo si aggira nei corridoi di casa chiamando mamma, mammaaa, con un tono di voce che farebbe venire i brividi persino a Dario Argento…. Guardo l’ora e dico, vieni dai, dormi con mamma, buono dai che è tardi e domani ti devi alzare presto.
Vuoi il latte? Ok vado.
Ma non riesco a dormireee!
Su dai, fai il bravo, dammi la manina chiudi gli occhi e pensa a cose belle ok?
No, non all’elicottero telecomandato del negozio di giocattoli, no, nemmeno ai mille pezzi dei Kapla, si te li prendo a Natale, uffa ma insomma sono le 3 pensa a quello che ti pare però dormi ok?!

Non riesci? ok dai ti faccio le carezzine sulla testa. Dormi, dai.
Ma non riesco mamm…zzz…
Già dorme? Forse stava parlando nel sonno, è sonnambulo??
Vabbè poco importa, meno male. Ora mi posso riaddormentare.
Ti piacerebbe!! Ahaha!! Ora stai sveglia come un grillo, messa all’angolo da un pargolo di sei anni, che riesce ad occupare oltre i tre quarti del letto, manco avesse 5 gambe, 7 braccia e quattro teste.

Sicuramente riuscirò ad addormentarmi nell’angolino destro in fondo al letto, posizione fetale. Proviamoci.

Aiaaaa ma che è!!! Una manata in faccia! … Ok, mi giro, mettiamoci in sicurezza. Un gomito nell’orecchio e un ginocchio sulla schiena… Ma che stiamo facendo il gioco di “tocca il piede destro del compagno con la gamba sinistra passando un braccio da sotto il ginocchio?… com’è che si chiamava quel gioco idiota con il tappeto con le palle colorate? non mi è mai piaciuto quel gioco!!! Figuriamoci di notte!!

Ok, sai che c’è? Vado a dormire nel suo letto…
Ohh finalmente! Un materasso tutto mio!

Mammaaaaaaaa!!! Oddio e mò chi è???? Ah giusto, ne ho due di figli.

Ammore che c’è? Sono qui! Non urlare che si sveglia Mattia! Dove sono? Nella stanza di tuo fratello. Io voglio dormire con mammaaa! Vai nel letto grande che c’è posto, mettiti il casco però prima ok?

Noooo voglio mammaaaa! Ok arrivo arrivo! ufffff

La cosa si fa complicata. Iniziamo ad essere un po’ troppi ora. Come facciamo?
Facciamo una prova, io mi metto qui, tu lì, va bene? Piano però non svegliare Mattia che sennò ricominciamo!!!

Ma io dico poi no, uno ci mette tanto a trovare una casa grande con tante stanze da letto e poi? Si sta tutti nella stessa stanza??!!! Tanto vale mettere un materasso enorme al posto del parquet e chi vuole dormire dorma! Le altre stanze sono decisamente superflue! Quando hai dei bambini, meglio avere solo una stanza-materasso e un paio di stanze-giochi.
La cucina? Non serve, tanto non mangia nessuno e tu ti ordini una pizza.

Ok senti, ho un’idea, andiamo nel tuo di letto ok?
Vuoi il latte anche tu? Ok, vado, aspettami qui nel letto però. Dormi su, bravo… zzz…

Sono le 4, e ancora non sono riuscita a riaddormentarmi.
In silenzio mi alzo e in punta dei piedi torno nel letto di mio figlio, inciampando su macchinine varie e dando un calcio al trattorino che sfreccia contro il muro sfracellandosi rumorosamente alla parete, azionando la sirena. Baaaaannnnnng! e che maleeeeee.
Shuuuuttttt, resto immobile, con la gamba alzata, come a pilates, per almeno 30 secondi, trattenendo il respiro contrariamente a ogni istruzione ginnica…
Ok, è andata liscia, nessuno si è svegliato.
Ora devo cercare di non calpestare, calciare, inciampare fino ad un letto libero. Ma nessuno mette mai in ordine i giochi???
Arrivo sana, o piuttosto salva, al letto. Poi ti chiedono, ma com’è che c’hai tutti sti lividi?

Finalmente sdraiata. Occhi sbarrati. Fisso il soffitto. Prima o poi mi addormenterò, ma stai pur certo che lo farò un quarto d’ora prima della sveglia. E infatti…

Driiiiin drriiiiiiinnnnnn! Si si mi sto alzando, dov’è la cucina? Ce l’abbiamo ancora si? Dov’è il caffèeeee?

Ora si che inizia la giornata! Fresca come una rosa… si fa per dire.

Bene, facciamo colazione, poi però sbrigati che ti devi vestire per andare a scuola.
Non ci vuoi andare? Vuoi venire in ufficio con me?? Ah bbelloo studia fino a 25 anni almeno e poi vediamo se puoi venire in ufficio con me…. Comunque nemmeno io ho voglia di andare in ufficio. Anzi, non è vero, io non vedo l’oooora di andare in ufficio!!!

Ok mi vesto. No Lorenzo tu esci più tardi, stai tranquillo dai. Vuoi andare a scuola con Ma? In pigiama? Ma no pulcino tu devi andare all’asilo, facciamo così, porto Ma, vengo a prenderti e ti porto all’asilo con la 500 ok?
No?
Quindi?
Che dovemo fa??

Approfitto di un attimo di distrazione ed esco. Andiamo che è tardi.

Baci ciao tesoro fai il bravo e mangia eh mi raccomando!!!

Ok, finalmente in ufficio!! Che bello.
Ho almeno 8 ore di tranquillità, nessuno che vuole venire in braccio, nessuno che mi chiede di andare al negozio di giocattoli ogni due per tre, e soprattutto, riprendo possesso del mio telefono!!!

Sono le 19, non vedo l’ora di tornare a casa, farmi una doccia e mettermi sul divano a guardare la televisione…
In un’altra vita però!!! Perché la realtà è un “pelino” diversa.
Prima di tutto passo a far la spesa perché manca sempre qualcosa, e questo qualcosa diventa quotidianamente di un volume pari alla spesa per il cenone di capodanno.

Torno a casa, apro la porta di casa, clic clic, e ho di fronte in alternanza due scene (sempre che non ci sia la nonna a casa ma per quella terza opzione serve una storia a parte e un’annetto di tempo): o l’assalto alla porta di casa stile ispettore Clouseau con Kato, oppure la seconda: entro in salone, è tutto acceso, luci, televisione a volume medio-alto, deserto. Ma non c’è nessuno? E penso, oh mio Dio, saranno mica venuti i ladri??

Mattia? Lorenzo?? C’è qualcuno??? Mammaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! Un piccolo torello in pigiama mi viene incontro correndo e io faccio giusto in tempo a poggiare la spesa per terra, lo tiro su e lui bang, una testata che quasi mi spacca il setto nasale… con le lacrime agli occhi dal dolore riesci a dire a denti stretti ammore come staiiii???
mammammamma, è tornata mamma!!!!
Che mi hai comprato?

Tutto bene piccolini?
Com’è andata la scuola?
Male?
Perché?
Male a tutti e due? Ah però!
Non hai mangiato niente? Faceva tutto schifo, capisco. Ha mangiato tutto il tuo compagno di banco? Di nuovo!? Senti un po’ ma chi è questo che così magari chiedo alla madre se paga anche la tua retta della mensa… Ah non è sempre lo stesso? Come? Fanno a turno a starti vicino a mensa??? Mmm…
Non vuoi più andare a scuola.
Ok capisco.
Quindi, che stavate facendo?
Giocavate dillà, allora posso spegnere la televisione qui. Ah sta per iniziare Topolino? Ma se state giocando in stanza! Ok, lasciamo acceso. Fosse mai che fai i giri dentro casa e ti perdi le parti più importanti del cartone.
Avete fatto già il bagno?
No?
Perfetto allora, chi vuole fare il bagno per primo?
Iooo!! IO io IO!!!!No io! Noooo Ioooo!!
Ohhhh!!! Uff, vabbè decido io! (aha questa è buona!!!)
Ok sentite lo fate insieme, va bene?
No?
A te non piace la schiuma?
Allora prima lo fai tu senza la schiuma e poi lo fai lui, ok?
Ok.
Abbiamo trovato una soluzione. Per ora. Meno male.

Mamma voglio entrare anch’io nella vasca!
Ok vai. Ma tu volevi la schiuma quindi aspetta no?
Anche io la schiuma!
Ah volete tutti e due la schiuma?
Ora però la vasca è piena, ora lo schiuma non viene!
Noooo mammmaaa voglio la schiumaaaaa!!
Non si può fare. Troppo tardi!
Come? Devo fare la schiuma nell’altro bagno e poi portarla nella vasca?? Certo come no.

Vabbè mettiamo il bagnoschiuma e aggiungiamo un pò d’acqua, ok?
Perfetto.
OOh. Finalmente.
Come? La devo levare?? La schiuma? Oh Santo Cielo!
Aho sentite, decidetevi!! Vabbè metto un pò di bicarbonato ok cosi va via stacavolo di schiuma.
Entrate tutti e due va, e silenzio! Sennò vi metto sotto la doccia e la vasca me la faccio io! Intesi?
Oooh che pace, ma ora che faccio tutto questo tempo seduta sul water (chiuso ovviamente) mmm, guarda le mie mani… quasi quasi mi metto lo smalto.

Voglio uscire voglio uscireeeeee!!!
E no, mo’ col cavolo che esci, mi si deve asciugare lo smalto!!
Voglio uscireeeeeeeeeeeeeeeeeee!
Anche io voglio uscire mammaaaaaaaaaa!!!

Oh mio Dio.
Ma a proposito, ma ‘sti du zingari non ce l’hanno un padre??
Ah eccolo!
Ciao! Era ora, senti ti dispiace fare uscire i bambini dalla vasca mi sono appena messa lo smalto non si è ancora asciugato?
Lo dovevo mettere proprio ora?
Certo, sennò quando scusa? finalmente avevo cinque minuti liberi!

Oh ma io dovevo farmi la doccia! ho ancora la giacca addosso e la borsa sulla spalla!!

Ok bambini, mamma fa la doccia ok?
No? Non posso fare la doccia?
Dai ci metto poco voi avete fatto il bagno e ora si lava mamma ok?

Dai su non fare storie, non piangere non vado via ci metto un minuto ok!!
Clac, sono in bagno, al sicuro.
Oh che bello finalmente la doccia.
Ma che è sto rumore?
Uuuuuuuuuuuuuaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, un allarme antincendio?
No, Lorenzo non piangere aspetta che tra poco esco! Non sfondare la porta!!

Uffff cavolo, mi devo sbrigare prima che butti giù la porta…
Come non detto….
Dai Lorenzo ho quasi fatto! No fermoo, si rompono i vetri della doccia, dai basta ho quasi finito ora esco!
fffffffffff
Ecco vedi mamma è uscita ora, ok? Sei più tranquillo? In braccio? Ma amore mi devo asciugare non posso prenderti in braccio!
Che stress.
Ok ok non piangere ti prendo in braccio!! E’ tutto bagnato? Certo tesoro sono appena uscita dalla doccia, ancora la mamma non si lava a secco sai!!
Ok mi asciugo e ti riprendo, stai buono.
Ok ok, non me li asciugo i capelli certo come può solo venirmi in mente eh?
Andiamo dillà, si certo, andiamo.
Oh che sudata, mi toccherà rifare la doccia…

Ecco Lorenzo c’è Topolinooooooo!!! Manco avessi visto la Madonna….
Allora tu guarda Topolino, io torno subito, ok?
Ok. Bene, via libera.
Dov’è il phon… eccolo chiudo così la iena non sente il phon.
Boom Boom booooom, oh no ma è una persecuzione questa!
No niente phon! Avevi detto niente phon mamma!!
Oh ma questo a 2 anni già parla così bene… e pensare che prima hai fretta che inizino a parlare poi quando cominciano non vedi l’ora che stiano zitti…

Si lo so amore che ti avevo detto niente phon (ma com’è che i bambini ti prendono in parola qualsiasi cosa dici mentre loro fanno sempre come cavolo je pare?) però poi mi viene mal di testa e fa freddo, dai ho quasi finito, abbi pazienza eh (lui eh….).

Andiamo, andiamo dillà a guardare insieme Topolino.

Ecco, ed ora -aspettando il secondo tempo della mia serata immagazzinando tutte le forze residue per non perdere il lume della ragione – penso: si, ero proprio quello che volevo fare in fondo no? mi sono fatta la doccia e sono finalmente sul divano!!

2 thoughts on “Casa dolce casa

  1. Sono sospesa tra il sollievo di non essere (la) sola, e lo sgomento di vedere che le cose non migliorano man mano che crescono…🙂

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