Congo connections

Domenica 17 febbraio, ore 11.50, aeroporto Maya-Maya di Brazzaville, temperatura: 31 gradi Celsius.

Dogana:
Tutto a posto, non ho nulla da dichiarare (e non arrossire Elena, è vero!!).
Motivo del viaggio:
Lavoro!
Passaporto:
Eccolo.
Visto:
È … dentro il passaporto.
Ordine di missione:
Ops…
Ordine di missione madame.
Eh non ce l’ho, ce l’ha il consolato vostro a Roma no?
Però c’ho il visto, che mi hanno fatto tenendosi l’ordine di missione, no eh?
Ordine di missione madame!
Ok, oh aspetti, ehh ecco il mio pick up, dì, che tu ce l’hai l’ordine di missione mio? Vero?
Ah guardi è lui il mio ordine di missione! In carne ed ossa!
Chi?
Lui laggiù, è venuto a prendermi, lui è il nostro corrispondente qui! Il direttore del xyz, è un pezzo grosso sai.
Ok, lo faccio avvicinare.
Eccolo!
Ordine di missione per madame, monsieur.
Cosa?
Ordine di missione per madame là, s’il vous plait, monsieur.
Ah a lui gli dici s’il vous plait eh.
Non ce l’ho l’ordine di missione di madame, ma lei sta con me.
Oh no! Come non ce l’hai?! Tira fuori un qualsiasi foglio!!
Allora la signora non può entrare.
La signora è qui per noi, per un evento importantissimo, guardi ecco questo è un documento che avete anche voi, qui ce l’avete.
Ce l’abbiamo?
Si
Ok, allora può andare.
Beh ma allora, tutto qua quindi? Beh vabbè grazie! Meno male oh, sennò mi toccava tornare sull’aereo e finire il piatto…
Ma quindi, cosa è successo??
Boh, che ne so.
Ah ok era solo per chiedere, ok.
Vado a prendere la valigia.

Eccola! Wow una delle prime! Non credo ai miei occhi. La prendo e finalmente posso andare via.
Madame!
No, non si preoccupi, la porto da me. Lasci pure. Lasci pure ho detto, ce la faccio. Oh ma la vuoi lasciare? Che succede?? Non mi serve un aiuto!!
Ah vuole il tagliando… Ah giusto il tagliando…. Pensavo mi volesse giusto aiutare.
Il tagliandino del bagaglio, ora lo cerco nel mio zaino.
Aspetti eh.
Il tagliando sta nella carta d’imbarco di Roma, aspe, dove l’ho messo…
Qui nel libro no, nel passaporto no, nella settimana enigmistica no, nella taschina esterna nemmeno, ora lo trovo eh, aspetti solo un attimo, ah starà sicuramente nella mia trousse de toilette! dentifricio, spazzolino, filo interdentale, burro di cacao, assorb… anzi fazzoletti, beh qui decisamente non ci sta il tagliandino.
Uff
Ci sono!! Qua sotto, sotto il cambio del “fosse mai che non ti arriva il bagaglio e non hai voglia di avventurarti in un posto sconosciuto a trovare vestiti”, quindi tiro fuori jeans, maglietta, sandali, biancheria (ormai, dopo la bruttissima esperienza, metto la biancheria in elegantissime bustine di plastica) bottiglia d’acqua, calzettoni per l’aereo, aho ma dove cazzarola sta sto tagliandino! Sto iniziando a sudare freddo, e anche sudare e basta visto che sono vestita da inverno e qui ci sono almeno 25 gradi di più…
Guardi la valigia è mia, giuro.
Tagliando madame.
Guardi che glielo posso dimostrare! Se vuole apriamo la valigia e mi metto le scarpe! Se mi stanno la valigia è mia, ci sta?
No?
Ma lei non ha mai visto Cenerentola? Come si dice in francese, Cendrillon?
No?
Non conosce Cendrillon? Ha avuto un’infanzia difficile?
E una sorella ce l’ha? La possiamo chiamare, chieda a lei quanto ci ha messo il principe a trovare di chi era la scarpa, quindi se mi stanno, sono le mie, quindi la valigia è mia e il tagliando non serve, no?
Tagliando madame.
Oh che palle quanto sono fiscali questi!
Ok continuo a cercare, taschino interno, taschino esterno grande, taschino esterno piccolo, oh ma quanti taschini c’ha sto zaino….
Aspetta che raccolgo tutto, è tutto sparso di nuovo per terra, sembra il fratellino di Bud il mio zainetto. Mi tiro su che mi levo il maglione di lana che sto per svenire dal caldo e dal nervoso.
Mi metto le mani in tasca dei pantaloni e … toh!! Ecco dove stava!! Ci voleva tanto! Mai sottovalutare le tasche dei pantaloni, ti stupiranno sempre!
Vede monsieur era qui il tagliando! eccolo qui il tagliando, ce l’avevo in tasca, tout simplement, e meno male che l’ho trovato, sennò finiva in lavatrice e poi lo tiravo fuori tutto appallottolato, lavato ed essiccato,nella tasca del mio pantalone, vedeee, ora controlli pure il mio “tagliando madame”.

Andiamo. L’hotel mi sta aspettando dopo che poco prima di partire mi arriva un messaggio chiedendomi quale giorno saremmo arrivati tutti, lo cosa mi ha alquanto allarmato perché in molti sarebbero arrivati il giorno stesso, ma alla fine una telefonata ha appianato ogni dubbio, e le stanze c’erano. Meno male va.
Hotel, tutto regolare.
Ah no? che è successo?
Quelli che dovevano arrivare ieri non sono arrivati?
Come mai?
Una tempesta e l’aereo non è potuto partire e quindi il prossimo volo sarà martedì, e vabbè pazienza, arriveranno martedì, non mi sembra proprio un problema, per non dire me ne strafrego, sono una ragazza educata.
Ci accontenteremo di quelli che arrivano oggi.
Nuovi clienti vi hanno chiesto delle stanze?
E quelli sicuro sicuro che arrivano solo martedì vero?
Si si sicuro?
Beh allora, sei tu il padrone dell’albergo fai un pò come ti pare.
Ok date pure via le stanze.

Drin drin..
Si?
Come “sono arrivati”, chi è arrivato?
Quelli di oggi? Bene, almeno loro.
Non quelli di oggi?
E quali?
Quelli di ieri?
Quelli di ieri arrivano martedì! No?
Quelli di ieri che devono arrivare martedì sono adesso alla reception? Quindi sono arrivati??Quindi quelli di ieri barra dopodomani sono arrivati oggi!
Cazzo!
E le stanze ci sono tutte?
No.
Bene!
Ma com’è possibile avevate detto che il prossimo volo era martedi!
Hanno chiamato dall’aeroporto dicendo di andarli a prenderli?
E voi non potevate lasciarli lì scusa eh, o quantomeno ne lasciavate un paio, no eh…
Quindi? Devo rifare la mia valigia e andare a cercare un albergo a Brazzaville?? No? Troveremo una soluzione? Bene!
Allora, semmai facciamo così, se necessario mi telefonate e mi trovate un altro albergo ok?
Ok.

…Ora fammi staccare il telefono…

Oh accidenti devo uscire per vedere se è tutto a posto per domani, il grande giorno, inizia il gruppo di lavoro che durerà ben due settimane, se ne parla da mesi in ufficio non se ne può più. Non vedo l’ora di togliermi il pensiero.
Ma sarà sicuramente chiuso, è domenica.
E infatti.
Ma vabbè sarà tutto pronto, non mi devo preoccupare di nulla. Andrà tutto liscio!

Lunedi 18 febbraio, ore 9.00, hotel in Brazzaville, temperatura: 25 gradi celsius, diluvio universale.

Il seminario inizia sotto i migliori auspici, avis spicium, ci ho fatto pure la tesi, solo che qui non stanno volando uccelli, con questo diluvio manca poco che piovono rane.
Ma va bene no, due gocce d’acqua non ci fermeranno.
E sono riposata, carica, convinciamoci che andrà tutto liscio, è tutta una questione di predisposizione mentale e poi, pensa che fortuna, posso fare colazione con l’esperto, forte l’esperto: attempato, tranquillo e sereno, sembra il vecchio di Karate Kid, maestro Miyagi, ve lo ricordate?
Lui combatteva il nemico con l’intelligenza e la sua calma assoluta, prenderò esempio, si prenderò proprio esempio dal vecchio maestro. Starà con me tutta settimana, potrò imparare, un pò tutti i giorni, tornerò a casa serena come un monaco buddhista, non mi riconoscerà nessuno, ma non per il trucco stavolta, ma per la mia calma incrollabile, indistruttibile e imperturbabile.

Iniziamo dalla colazione. Ci si siede, non si saluta con un rumoroso “bonjour comment allez-vous?” Ma con un lievissimo accenno del capo accompagnato da un sorriso, in silenzio assoluto.
Ti siedi, ti versi il caffellatte, poggi la caraffa, giri il manico lentamente, poggi le mani sul grembo, conti fino a cinque nella tua testa e poi ti avvicini alla zuccheriera, fai tutto così lentamente e in silenzio che senti il rumore dei granellini di zucchero strofinarsi l’un l’altro mentre li raccogli nel cucchiaino.
Sei talmente concentrata nel tuo silenzio che i tuoi gesti sono al rallentatore, giri il cucchiaino nel latte e vedi il mulinello che lentamente inghiotte e scioglie in una danza morbida lo zucchero grezzo…
Wow, mi sento già più forte, il potere dei gesti, il potere della mente.
La fretta e la premura sono lontani da me, dimenticati, assaporo lentamente il cappuccino, gustandomi ogni sorso.
Ahhhhh nooo… Mi alzo in piedi all’improvviso, mantieni la calma, non è successo niente. In fondo dopo che ieri ti stava cadendo addosso giù dal cielo un minisauro mentre mangiavi non dovresti più aver paura di niente….
Madame, dice Miyagi, l’ho vista turbata, agitarsi per qualche cosa, cosa le succede?
Niente maestro miy… Antoine, solo che, ma non è nulla, un piccolo scarafaggio è passato qui, sa una blatta, ma piccola eh, povera bestia, in fondo anche le blatte sono creature di Dio, sbaglio? un piccolo non so che, stava lì, di passaggio, sotto il piattino della mia colazione, ma no, niente, mi risiedo, riproviamo.
Euhhhhh
Ah eccolo! Li!
Sbang! Splatch!
Che colpo secco! maestro Miyagi, non….
No sa, Madame, io queste bestie non posso vederle senza ammazzarle.
Ah si certo, maestro, nemmeno io, ma con le mani…vabbè fa lo stesso.
Andiamo va.

Eccoci finalmente, la sala è grande. Siamo una trentina, fammi organizzare i tavoli.
I tavoli. Appunto.
Fammi organizzare i tavoli.

Dove stanno i tavoli?
Avete visto i tavoli?

Dov’è il tizio che si occupa della sala conferenze?
Ok, lo aspetto.
Buongiorno, sono la responsabile dell’evento che deve iniziare tra qualche minuto, ma i tavoli? Dove sono i tavoli? Ci dobbiamo sbrigare che tra poco arrivano tutti.
I tavoli signora? Quali tavoli madame? Non ci sono tavoli.
Come non ci sono tavoli?
No, non ci sono i tavoli.
MI SCUSI?
Avete prenotato la sala, non i tavoli.
Oh cribbio, ma questa è fantascienza!
Scusi ma abbiamo prenotato per un gruppo di lavoro per due settimane, non era forse implicito?
No signora, avete prenotato una sala, non i tavoli.
Oh santo cielo! Bene quindi vorrà dire che faremo lezioni di … Pilates??

Vedi, poi in ufficio mi hanno preso in giro quando ho chiesto al tizio che mi veniva a prendere all’aeroporto se dovevo prenotarmi una macchina, nel caso fosse venuto a piedi, e lui si è risentito e mi ha ripreso “je vous ai bien dit madame que je venais vous chercher à l’aeroport!!!” beh ma non aveva mica precisato se veniva con la macchina o a piedi, come vedi sempre meglio essere pignoli….

Ok quindi dove li trovo i tavoli?
Li deve pagare.
Certo, devo comprare i tavoli per la sala conferenza.
Ah no, li devo “noleggiare”.
Bene posso noleggiare dei tavoli per favore?
Si.
Okkkkkk! Allora li sto noleggiando!
Quanti tavoli vuole noleggiare madame?
Faccia lei siamo una trentina di persone.
Ho solo 6 tavoli.
Ok, mi noleggi 6 tavoli per amor del cielo.
Ora?
No domani.
Senta mi servono subito i tavoli, anzi dovevano già stare qui a dire la verità, ma vabbè, non facciamo i precisini, ok.
Guarda maestro Miyagi e prendi esempio.

Arrivano subito i tavoli.
Come li paga?
Me li mette nella fattura della sala così facciamo un conto unico.
Eh no i tavoli si pagano cash.
Ah capisco, quindi la sua domanda era una domanda retorica, dico bene? o ci sono alternative che mi sfuggono?
Allora li pagherò cash, ma mi serve una fattura.
Io le devo fare una dichiarazione che sto noleggiando 6 tavoli per due settimane. Ci puoi giurare, e se provi a toccarmeli te la vedi con Karate Kid, quando è incazzato. Chiaro?

Ore 10.30, sono arrivati i tavoli. Li devono aver spostati dalla sala ieri così almeno li potevo noleggiare.

I partecipanti saranno infuriati, ad aspettare in hotel…
Eccoli, accidenti sono imbestialiti.
Metti la cera, togli la cera… Aummmmmmm

Benvenutiiii prendete posto dove vi pare, visto che sala grande?
No i tavoli sembrano piccoli, ma non è così, è la sala che è enorme, ci si può fare ginnastica, anzi, che ne direste di quattro zompi??
Gli altri tavoli? Li abbiamo tolti, è la nostra metodologia, troppo dispersivi, perché tanto lavoreremo in gruppo, è importante, stare tutti vicini, una grande famiglia, così si facilitano le interazioni, le osmosi intellettuali… Già, non credete?

Dove sta il materiale?
Niente materiale, noi siamo moderni, e rispettiamo l’ambiente, i vostri colleghi si sono sempre lamentati di tutta la documentazione stampata, quindi sta tutto nelle chiavette usb, eccole!
Frega niente dell’ambiente a noi, noi vogliamo il manuale madame.
Ma guardate, volete mettere? partirete da qui leggerissimi, guardate!
Ma quella non è una usb!
Certo che siiii, bella eh? Sembra una scheda telefonica, ma è una usb, guardate, ecco, tic e si apre, vedete, magica eh? Bella!

Si bella la usb, possiamo avere il materiale stampato, madame.
Certamente, chiamo il responsabile ok? Datemi un minuto eh.

Mi scusi, dove posso stampare della roba?
Non ci sono stampanti qui.
Ma come, non stampate niente qui voi?
eeee… no.
Non si può stampare nemmeno negli uffici?
No, non è previsto.
Cioè non ci sono stampanti in tutte gli uffici delle nazioni unite??
Si ci sono, ma non possiamo stampare.
Ah.
Ma lì c’è una stampante, quella “È”una stampante, vero??
Si
Bene, quindi si può stampare!
Ma non è collegata.
Ah….

Dove posso noleggiare un cavo?

Sarà una lunga, lunghissima settimana….

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