Ci siamo, di nuovo un imbarco

Bud, il mio trolley arancione, non ha retto.

Atterrati all’aereoporto Toussaint Louverture di Port-au-Prince, Bud ha scelto di mollare gli addominali proprio nel momento in cui un gentilissimo addetto al nastro lo sollevava per passarmelo.

E fu proprio in quel rapidissimo e brevissimo passaggio da un lato all’altro del nastro mobile che si aprirono le viscere di Bud…

Un ammasso di vestiti e biancheria cade dalla valigia sfracellandosi e spargendosi disordinatamente sul tappeto roulant.

L’addetto alza lo sguardo, terrorizzato, verso di me. Ci guardiamo dritto negli occhi, occhi sbarrati che urlano “nooooooooo!!!!!!”

Il suo sguardo esprime chiaramente dispiacere e compassione, il mio un senso di umiliazione misto ad ilarità e vergogna. Tutti i passeggeri del volo Delta Airlines provenienti da New York, tutti, ma rigorosamente tutti, ancora in attesa di ritirare il proprio bagaglio, stanno guardano sfilare sulla passerella nera le mie magliette, vestiti, calze appallottolate, biancheria intima e via dicendo…

La parte più intima di me, l’interno della mia valigia, è ora pubblica e visibile a tutti.

“Elenaaa!!!” sbraita la mia voce interiore, “sempre tuuu!!! ma diamine!!”

e… va… bene… si però, ma , ma no, io, io, non, oh noooo….

Senza indugiare ulteriormente con l’altra me stessa, mi lancio sul mucchio di vestiti e arraffo tutto alla rinfusa, ma i pezzi più piccoli e più imbarazzanti mi sfuggono e ricascano sul nastro, continuando a girare, girare, e girare, orgogliosi di essere al centro dell’attenzione.

Butto tutto quello che riesco ad acchiappare dentro quel che resta di Bud, indecentemente e vergognosamente aperto a dispetto di tutti, e faccio avanti indietro con lo spietato nastro che allontana la mia biancheria intima, e sudo e corro e rido e piango e dico vabbè che sarà mai… qualche timido ed imbarazzato passeggero si avvicina con un paio di mutandine, le MIE mutandine, guardando per terra per non mettermi ulteriormente a disagio, un addetto si avvicina con altra roba e… “c’est à vous Madame?”
« mmm ouais c’est à moi…merci… » si, è mio, grazie, faccio fintamente spavalda: non posso più nascondermi, a quanto pare tutti sanno ormai chi è la ragazza dalla valigia rotta e da ora la mia biancheria non è più un segreto per nessuno qui ad Haiti.

Fai un respiro profondo, riprendi coraggio, ricaccia dentro le lacrime dagli occhi e respingi con forza il bruciore al naso premonitore di un violento, tuttavia liberatorio, pianto convulso.

Dai ancora sei giorni e torni a casa.

Sei quasi a metà della tua missione.

Quasi

Bud è stato medicato d’urgenza con tre grossi elastici con il gancio, comprati in una ferramenta di Pétion-Ville, ed è talmente brutto ora che dovrò aspettare che non ci sia più nessuno a ritirare il bagaglio al mio rientro, prima di lasciarlo andare per sempre.

Bud, salsiccione insalamato, sei stato un degno compagno di viaggio, grazie!

Certo potevi reggere ancora un’altro po’, mi sarei accontentata di qualche minuto, si tipo ti potevi rompere in macchina no? Sarebbe stato tutto più semplice e meno imbarazzante! Ma no, a te d’altronde piace stare al centro dell’attenzione, glorie ed onori!
E va bene, ti perdono.

Quindi ci siamo, dopo il soggiorno a Pap, si torna a casa, ritorno all’aeroporto di Port-au-Prince, con Bud insalamato, lo spirito pesante, la pancia angosciata.

Quattro giorni ad Haiti sono come un violento schiaffo bagnato in viso. Salgo in aereo voltando bruscamente le spalle alla miseria, alla povertà, ci penserò mi dico, dimenticherò, realizzo.

La vie continue” si legge su un muro della città devastata. Per alcuni si, forse, per molti, no.

Ma eccomi accolta dalla stessa hostess annoiata del viaggio di andata, mi riconosce e mi sorride, e pensa magari questa volta mangerà qualcosa?

Mi siedo, lato finestrino, e a seguire si piazza accanto a me un Armadio Quattro Stagioni, senz’altro uno sportivo haitiano/americano ed io inizio a pensare… e ora? Sono ostaggio!? E se mi devo alzare? Devo chiamare il traslocatore?? Beh vabbè, sono solo tre ore di viaggio, non mi alzerò: se non bevo starò bene e non mi dovrò mai alzare.

COME COME COME?? Se non bevo? Se non bevo, non viaggio! Quindi berrò e chiamerò il traslocatore….

Oh yes orangiuis! Mica posso iniziare col prosecco magari poi ci sono i cereali con il latte….

Ok yes, va bene, orange juice, it’s ok… thanks.

…tanto credo di essere abbastanza disidratata per non dover fare pipì per le prossime tre ore.

Ok, si decolla, ritornerò presto. Aurevoir Pap!

Si pranza, ed io, resisto.

Do you want something to drink?

No thanks!

Evvai! sono già due volte che dico di no, magari alla fine si stanca e non mi propone più niente.

Madam, do you want…?

Eh vabbé se insisti sennò sembro maleducata, ok red wine thanks, e damme un pò ‘sto bicchiere di vino… oh certo che sei cocciuta eh! E che cavolo, poi dicono che uno è alcolizzato.

Buono però! Mmm…

Lo sorseggio lentamente ed ecco che torna… some more?

Strano però, all’andata che era alba avevo bevuto solo latte, ora perché si accanisce su di me? Devo viaggiare per 24 ore non posso ubriacarmi alla prima ora!

Ma si… dai, in fondo, mica devo guidare io no?

Pssss… pssss… Oh no! Mi scappa!!

E ora? L’Armadio ha le cuffie e ride come uno scemo davanti al suo schermo tv, che faccio?

Boh aspetto, se non mi muovo andrà tutto bene. Ferma, immobile, muovo solo le palpebre, e si, le pagine del libro ok, quelle le posso girare, ma con il pensiero, o soffiandoci sopra magari??

Uno, due, tre, nooo non ci credo! Si alza! L’Armadio si sta alzando!! Evviva!! Deve essere il mio giorno fortunato, ora mi alzo anche io così quando torna io sono già bella in piedi nel corridoio.

Dall’emozione improvvisa di uno spiraglio di speranza inatteso, chiudo il mezzo tavolino e bang!!!! Oh c’era il bicchiere!!!! Nooooooo!!! Si è di nuovo rovesciato il vino….

Déjà vu, ma almeno non si è rotto – il bicchiere di vetro – e nessuno (di nuovo!!) si è accorto di niente!

He he! la fortuna è finalmente dalla mia parte! L’Armadio a quattro stagioni copriva la visuale a tutti! Ouf!!

Ok, eccomi in piedi. Con l’aria trionfante di chi l’ha fatta franca – e per ben due volte! – felice alla sola idea di poter finalmente andare a fare la pipì e di non aver dovuto spiegare all’Armadio, bussandogli sull’anta, che me la sarei facendo sotto se non si fosse alzato, sorrido e avanzo con decisione nel corridoio dell’aereo.

Mi bloccano.
Come?
Ah non posso andare in bagno ora? Ma io o tutti quanti? No perché sa, ultimamente c’è un discreto accanimento…. Ah ci deve andare il pilota appena si libera il bagno. Ok, ok, ho capito. Vabbè.

Mmm, rimango un attimo interdetta, questo fatto suscita in me diverse reazioni: la prima, che posso considerare una buona notizia, è che C’E UN PILOTA; la seconda, che non qualificherei propriamente una buona notizia, è che NON STA PILOTANDO, e quindi chi diavolo sta …? vabbè, la terza è che deve fare la pipì e quindi È UMANO, che in effetti è decisamente una cattiva notizia, perché se è umano, È COME ME, QUINDI È UN PAZZO, quindi, siamo in mano ad un pazzo, (non ricordo bene, era errare humanum est, ergo humanum est … un errore?? ah no, non mi pare, vabbè io dormivo spesso in classe….) e comunque spero quantomeno che non abbia bevuto come me per dover andare così di corsa in bagno!

Ok vado nel bagno di coda, così dicono loro, posso? si? Ah bene, ok vado.

Ora sforziamoci di camminare dritti, anche perché non ci sono turbolenze che giustificherebbero il mio dondolìo… Resta seria e guarda il fondo dell’aereo. Non perdere di vista l’obiettivo e non farti distrarre da sguardi divertiti che pensano “te la stai facendo sotto eh…”
Infatti, la cosa antipatica di quando ti alzi in aereo è che tutti, ma proprio tutti, sanno dove stai andando, a fare la pipì, eh sì perché anche se le regole di buona salute ti dicono di non stare troppo seduti in aereo, non ho mai visto nessuno saltellare sul posto o fare stretching nel corridoio… Ti dicono, bevi molto, perché mens sana in campari soda (mmm no, non era così?) – e quello devo dire che lo seguo alla lettera – e alzati ogni tanto… sempre che non sei al lato finestrino e non ti hanno piazzato accanto un armadio oppure uno che dorme con la bocca spalancata, sdraiato dal decollo all’atterraggio…

Siamo arrivati al JFK? Che sollievo! Ora sì che mi posso rilassare!! Sono viva!! Un pò ciucca ma viva! Ok, però mi rilasso per tre ore soltanto, poi mi tocca la grande traversata transatlantica….

Ah dimenticavo, qui lo dico e qui lo nego, se la Delta Airlines dovesse fallire, non si sa mai con questi mercati in crisi, beh io mi compro all’asta tutte le salierine! Che poi ho visto, ce n’era una chiusa male, per cui non sono usa e getta, ah e i bicchieri, quelli, sono infrangibili, fidatevi! E dell’Alitalia, se l’Alitalia dovesse fall… Ah no? Se la sono ripresa? Ma chi? … Ah, no perché anche le salierine dell’Alitalia non sono mica male, si, argentate, tonde e carine, con un tocco mitteleuropeo… decisamente di mio gusto!
Ah, capisco, se le porta il pilota da casa, beh ma non si potrebbe chiedere alla moglie dove le ha prese?

Alitalia vi da il benvenuto sul Boeing 777 destinazione Roma Fiumicino… Bla bla bla… Boeing non è un nome che avrei dato ad un aereo, piuttosto ad una di quelle palline che rimbalzano da tutte le parti che non riesci ad acchiappare e che alla fine vanno sempre addosso ad un vetro oppure, se la finestra è aperta, escono dritte e decise di fuori per cui è meglio non affacciarti per le prossime due o tre ore se non vuoi essere riempita di insulti….
Ma ripeto, questi americani hanno un senso dell’umorismo che non ha limiti…

“Sorvoleremo le coste fino a Boston poi Terranova e Labrador (un canile?!) per poi attraversare l’atlantico dove tra circa 4 ore passeremo una zona di turbolenze…”

Aridajee proprio non ci riuscite a star zitti quando dovreste eh!!!

Wow, comunque questo aereo è una bestia, i motori saranno grandi quanto uno dei così dell’Auditorium e c’è più spazio qui che nella lounge dell’aeroporto! Chissà come farà a decollare….sempre che ci riesca… per ora siamo ancora attaccati al suolo….

Beh sicuramente quest’aereo renderà il volo più piacevole, oppure meno traumatico direi.

Ci mettiamo in fila, ed ecco che partono uno ad uno questi cosi con le ali.

Wow, era tanto che non prendevo una palla rimbalzella 777′ fa la sua porca figura!

Mi viene quasi sonno, che niente niente mi sto rilassando??

Ma nooo resta concentrata, non puoi perderti un solo rumore dell’aereo sennò non sai se va tutto bene… Io li conosco tutti i rumori degli aerei: motore a tutta potenza per il decollo, poi il carrello che rientra, il motore che decelera quando ha raggiunto la quota di crociera – e questo è il peggiore perché ti sembra che ad un tratto si stiano spegnendo i motori e tu pensi porcaccia stiamo per precipitare, ti sporgi in avanti per dargli la spinta e dai su su non rallentare che ce la puoi fare!! – il vicino che sdraia il sedile, il personale di bordo che prepara il pranzo, il pilota che chiama le hostess con il dling dlong, il dling dlong della cintura di sicurezza, il dling dlong che accendono tanto per vedere se la gente alza lo sguardo, il dling dling inutile, il carrello che sbatte contro qualcuno, quelli che tirano l’acqua in bagno, e via dicendo.

Tutti gli altri rumori fuori da questa lista sono per me premonitori di disastro: devo essere preparata in caso!

La hostess vi dimostrerà qualche misura di sicurezza che in caso di… in caso di che? io mi stavo RILASSANDOOO! Ma ditelo no che lo fate apposta!! E poi ormai solo sull’Alitalia c’è la hostess che fa la pantomina del disastro aereo con un bel sorriso stampato sulla faccia, ma dico che avrà da ridere!!

E voi, che fate? Siete di quelli frequent flyers che non guardano facendo finta di niente, di quelli che guardano tanto per, di quelli che fanno i superiori, di quelli che guardano per esorcizzare nella speranza di ricordarsi qualche cosa in caso di incidente aereo?

Beh io sono una di questi ultimi, poi con la hostess che fa il mimo dal vivo sembra pure brutto che nessuno la guarda, voi sareste felici di fare teatro e nessuno vi viene a guardare?

Bene “stiamo per servire la cena”.
La cena? Ma scusa non avete detto che si passa l’Atlantico e anche che ci sono dei giubbini salvagente? Per cui se non muori affogato che ti sei salvato per puro caso, magari muori di indigestione perché insomma lo sanno cani e porci che l’oceano è freddo e che non ci si fa il bagno dopo mangiato!!!

Vabbè magari resterò leggera….(il vino è liquido e si digerisce subito, mica è latte!)

Ok, dopo la cena un film….

Uhhh ma dormono tutti ma che carini!!! Si sono messi tutti i calzettoni e le mascherine della pochette in dotazione e stanno tutti zitti che manco in un dormitorio delle suore!!

E io? Mo’ che faccio?

Time to destination 5h53. Una cifra!

Ok vabbè guardo un film.

Beh, ora quanto manca? Quattrooreeventicinqueminuti!!!

Ma non potevano mettere la trilogia del Signore degli Anelli o anzi meglio Beautiful dalle prime puntate così stavo a posto per tutto il viaggio?

Uff… ma che noia! Ma davvero, che noia mortale!!
Mortale? Non si dice mortale in aereo, maiii!! Sei pazza?! Certe cose non si dicono mai in aereo, tipo 13, 17, mortale… mai!!

Vabbè allora che noia ASSURDA!!

La vita è proprio ingiusta: o non hai tempo nemmeno per mettere una ciocca di capelli dietro le orecchie (o per girare la rotellina dell’orologio) o ti annoi tanto che scandisci ogni singolo secondo.

Noia noia noia!

Allora andrò in bagno così perdo… 5 minuti!

Time to destination 4h19.

Ufffffaaaaa!

La settimana enigmistica l’ho già fatta: ho messo baffi e occhiali alla soubrette della pagina di copertina; ho unito i puntini neri ma saltando i numeri pari e i multipli di tre; ho messo le corna a tutti i personaggi delle barzellette; ho annerito tutte le o le e e le a; ho colorato i quadratini delle parole crociate; ho trovato 5 parolacce nel riquadro delle parole nascoste: due in italiano, una in spagnolo, e ben due in francese! no, non erano elencate le ho trovate da sola!!; ho indovinato le definizioni senza conoscere le parole dei cruciverba e ho finito pure le parole senza schema, che poi è l’unico gioco interessante e quindi ce n’è uno solo in tutto il settimanale. Più annoiata di così si muore, cioè più annoiata di così punto.

C’è mica una SPA in quest’aereo?

Niente, tocca rassegnarsi. E per forza, che m’invento sennò?

Manco posso approfittare per andare a farmi la barba!

Vabbè, provo a dormire va.

Sdraio la poltrona, questo è per stendere quale parte del sedile e questo, i piedi e qua, fff manco alla Nasa ci stanno tutti sti tasti! Vabbe andrò a casaccio, tanto ho tempo.

Si? Ah no niente mi scusi non la volevo chiamare ma è che non riuscivo proprio a spegnere il televisorino e per sbaglio devo aver premuto il tasto di chiamata!

Ma perché avete messo il tasto di chiamata vicino a quello dello spegnimento del televisore sul telecomando? Vede, è proprio lì ad un millimetro!

Per caso la Boeing fa anche i lampadari con gli interruttori attaccati alla lampadina?

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