…Quanti giorni mancano?

Quanti giorni mancano? No, così, tanto per sapere… Per regolarmi….

Com’è che avevo detto? Domenica posso dormire? Hahahahaha! Certo come no… Prova tu a dormire con questi pensieri in testa!!

Ieri, sabato, finalmente arrivo a casa, cioè intendo dire in albergo a New York, dove sono arrivata quattro giorni fa ma il bello della grande mela è che ti fa sentire a casa, non ti senti turista, sempre che non te lo faccia notare qualche idiota di un negozio di alimentari rigorosamente confezionati freddi….

Comunque arrivo in albergo, lo stesso dell’altro giorno, e ah! finalmente la stanza! Meno bella si, ma il mio stomaco ne è felice, siamo a 10 piani sotto alla stanza dell’attico dell’altra volta… ma non faccio in tempo ad aprire la mia valigia, che è andata di gran moda sia in treno che in ascensore (e non so bene perché forse perché non ho tolto la targhetta dell’aeroporto? non saprei…) si lo so che è strapiena, che è più grande di me ed esce un pezzo di pigiama, ma i miei vestiti stanno trattenendo il fiato per via delle magliette profumate dell’abercrombie… ma dico ma piuttosto di guardare Bud, il mio trolley arancione, perché non guardate come siete vestiti voi? Che sembra che avete indossato alla rinfusa, in un frullato di colori e stoffe, capi reduci da uno svogliato  cambio di stagione del tipo “che dici secondo te questa è estiva o invernale“?

E poi il ragazzo che sale sul treno con quattro sacche da golf con centinaia di mazze non è più singolare del mio trolley arancione?

No, vi piace di più il mio trolley, decisamente! e va bene.

Quindi, entro in stanza e sto per aprire Bud Spencer quando improvvisamente squilla il telefono.

Chi mi cerca?

Pronto? I mean hello?

What?

No. No, I don’t have another credit card.

Ah, I see. And why?

Ok, this is a problem (…n’altro!!!)

Vabbè meglio che scendo va, Bud aspettami qua che mo’ torno …spero. Si lo so che stai trattenendo il respiro però dai un minuto ok, sento un pò che vogliono questi qua della reception che non sanno usare la mia carta di credito e torno, ok?

Quindi la mia carta di credito non va.

Oh ma che bella notizia, sa iniziavo un pò ad annoiarmi, tutte giornate piatte, tutte uguali…

E adesso?

Beh riprova no? Che siete infallibili in quest’hotel?

Ha già provato con un importo più basso… e niente da fare eh…

Fammi sentire cosa posso fare… Chiamiamo il numero verde!

Lei dice che forse non ho avvertito Monsieur Visa che ero all’estero per cui hanno bloccato le operazioni? Ma siii sara sicuramente per quello!

Come non averci pensato prima, chiamo subito!

Pronto? Mi scusi sa ma credo di avere un problema con la carta di credito, cioè non credo, so  per certo di averlo, sono all’estero e dicono che la carta non passa, cosa può essere successo?

Si attendo, attendo in linea, ‘ndo vado…

Dai dai dai dai dai daiiii speriamo si siano sbagliati mi chiederanno scusa e mi recapiteranno un cesto di frutta fresca e cioccolatini svizzeri in stanza!! Si si, sarà senz’altro così! E io dovrò tirarmela e fare la scocciata che insomma i clienti affezionati non si trattano in questo modo.

Affezionata, certo, ero nello stesso albergo l’altro ieri, più affezionata di così!

Pronto? Si  si eccomi, allora mi dica, cos’ha la mia carta?

Ah, ho superato il limite?

Di già??

Ma sono partita da soli 3 giorni!

E ora? Ho ancora una settimana da passare tra New York e Haiti!! Che accidenti faccio??

Ah ma posso fare un bonifico online!

Ah no?

Assegni manco a parlarne…

La banca dell’albergo è chiusa e quindi non accettate nulla?

E lunedì è festa negli States…?

Columbus Day? Ma che fortuna eh, tutte ce l’ho io eh!

uufff

Columbus Day dice eh?

… mmm.. ma guarda un pò che coincidenza! Io SONO italiana!

Va bene concentrati, non ti preoccupare andrà tutto bene, tanto sei solo sola negli Stati  Uniti, ma tu pensa che non ti succede niente, in fondo mica stai in aereo no?

Immaginati di essere uscita alla pausa pranzo e ti sei dimenticata il portafogli in ufficio. Uguale.

E poi alle brutte sai che fai, vai in stanza e ti chiudi dentro e non esci più, almeno stai al sicuro, e lunedì te ne vai dritta all’aereoporto, eh?

Il taxi lo paghi con… boh, non lo paghi: scendi e sparisci.

Dai stai tranquilla e mantieni la calma.

Oppure… potrei lasciargli a garanzia del pagamento l’Ipad?

O meglio, l’orologio!! Dai che il mio orologio è bello e poi gli americani impazziscono per le cose francesi!

No? Non lo volete il mio orologio?

E perché no?

Pfff

Però cavolo sono a New York non voglio restare chiusa in stanza fino a lunedì mattina… potrei comprarmi un cannocchiale e vedere la città dalla finestra della mia stanza d’albergo ma non ho la carta di credito! Quindi manco il cannocchiale mi posso comprare! Cioè un pò di soldi contanti ce li ho però forse è meglio fare delle scelte più appropriate e comunque magari manco bastano… e poi se esco e non mi fanno più rientrare?

Ma no, posso sempre uscire in fondo, metto qualcosa che blocca la porta così se mi bloccano la chiave entro lo stesso!

Quindi? Ah basta che mio marito mandi una email con un formulario riempito e paga lui. Vedi, questi sono i momenti in cui ti dici ma che bello avere un marito!

Che tipo di domande ci sono nel formulario? Le stesse che ho compilato in aereo? No giusto per prepararsi….

Ah è semplice? E un pdf non riscrivibile da scaricare sulla nuova versione Word, quella appena uscita, a cui va allegato un file excell da riempire in verdana 15, paragrafo singolo interlinea 1.2.4, ah e poi non dimenticare la firma digitale certificata e il codice abcde e f da inserire in trackchanges.

E che ce vò!

Sicura che non vuoi il mio orologio eh?

Senta, nel frattempo le dispiace se esco a farmi un giro o sono già agli arresti domiciliari?

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