Scusi… è la reception?

E per smaltire la rabbia e il minestrone di emozioni provocate dalla memorabile buca della signora della Riunione, lasciandomi dietro una sala prematuramente svuotata dei suoi ospiti illustri, mi incammino lungo il viale del National Mall, dalla famosissima scalinata del Lincoln Memorial fino al Campidoglio.

A piedi scalzi come una zingara in un’elegantissima città, cammino senza fermarmi, le spalle accarezzate dal sole caldo e rosso di un  piacevolissimo, benché amaro, pomeriggio d’ottobre, finché, uno dopo l’altro, non si affievoliscono i pensieri.

Due ore dopo posso finalmente tornare in albergo con la riacquisita serenità !

Ma insomma che diavolo, dove si accende st’accidenti di luce? Qui no, qui nemmeno, in bagno funziona però, boh, vabbè, fammi sentire…

Pronto, reception? Mi sa dire come si accende la luce in camera?

Ah si addirittura mi mandate un operaio? Ma no, non è rotto, è solo che non trovo l’interrutt… ok lo aspetto.

Però, che efficienza!

Toc toc

Si si avanti!

Ah giusto, è chiuso…  eh si si arrivo arrivo!

Ah salve! Il problema? No nessuno, credo, però vede sono al buio, è che proprio non so come accendere la luce!

Vede qui non si accende, qui nemmeno,  non so….

Perché mi guarda così questo qua?

Ah già, ho una scarpa diversa dall’altra, eh ti sto dicendo che sto al buio!!

Ah si, c’è un interruttore? Bene questa mi sembra una ECCELLENTE notizia!

Dove sta?

Dentro al lampadario??

Si non c’è bisogno di dire che c’è un piccolo coso nero che si gira e la luce si accende, so bene cos’è un interruttore, ma dove diavolo sta!

Dentro la lampada?

Quindi voialtri mettete gli interruttori dentro le lampade così quando la notte devi spegnere la luce rischi come minimo un’ustione di primo grado?

Ma si, è logico, come non averci pensato prima eh? Che idiota che sono!

Beh , mi scusi tanto, ok grazie arrivederci , e scusi ancora sa noi in Italia solitamente non mettiamo gli interruttori dentro ai lampadari comunque grazie e buon weekend….

Uff

Toc toc

Ancora! Chi è?

Signora, è tutto a posto?

Quanto sono premurosi questi!

Si, la luce funziona ora, perché?

Signora lei ha chiamato la security.

Io? No!

È arrivata una chiamata alla security, le dispiace aprirmi che ho l’obbligo di controllare?

Mah, è sospetta questa cosa. Fammi guardare nello spioncino. Accidenti ma questo è un armadio!! Con l’auricolare, spalle larghe, fa paura, e magari è pure armato fino ai denti, deve essere per forza della security, speriamo almeno. Ma io a questo non gli voglio mica aprire! che faccio ora, che m’invento? Ci sono! Prendo il phon e lo metto sotto un asciugamano a mò di arma, come Tom Selleck nel film…non mi ricordo. Così magari ci ripensa se ha brutte intenzioni!

Però mi sa che Tom Selleck era in accappatoio, quindi dovrei mettermi l’accappatoio e poi nell’albergo il phon è attaccato al bagno, quindi dovrei aprirgli – correre in bagno – mettermi l’accappatoio (si perché se me lo metto prima poi non posso correre, perché gli accappatoi degli hotel sono tutti XL quindi come minimo mi stampo correndo)- mettere il phon sotto l’asciugamo e dirgli di venire in bagno… mmm… un po’ complicato.. poi magari vede il filo attaccato alla presa e capisce che sto bluffando o peggio ancora chissà che pensa… No, meglio fargli paura con il mio famosissimo sguardo severo.

Si ! senz’altro le apro, ma le assicuro che io non ho chiamato… oh accidenti, al buio mi è caduto il telefono e mi è partita la chiamata…

Ah si prego, guardi pure, deve essere partita per sbaglio la chiamata di emergenza, ma io verificherei fossi in lei, non so nemmeno dov’è il telefono qui!

Aiuto questo fa proprio paura, la prossima volta ci penso due volte a chiamarepersbagliolasecurity.

Bene. Signora, scusi il disturbo. Arrivederci.

Arrivederci!

Ah no scusi, mi sa dire perché diavolo non c’è il bidet in bagno? Negli Stati Uniti non ci sono i bidet negli hotel! …mmm come si dirà bidet in inglese…. Vabbè…

Why the hell you guys don’t have “bidet” in the bathroom?

…Ma lo sai vero a che serve il bidet??

Beh mi farò una bella doccia. I rubinetti, quello dell’acqua fredda si apre in senso orario, quello della calda in senso antiorario, o viceversa, non saprei, insomma ci vuole un discreto senso della coordinazione e così quando apri l’acqua devi per forza usare entrambe le mani allo stesso tempo, ma non nel stesso senso, insomma, le docce qui le devono aver pensate per gli uomini, forse perché noi donne abbiamo due tette…?

Ok entriamo. Ahi brucia, no è gelida, cavolo no, ma come si fa, ooh io sono una donna non le voglio usare entrambe le mani contemporaneamente. Datemi un rubinetto normale, voglio un miscelatore!! Ah ecco, temperatura giusta, oh che getto delicato! Magari per Natale mi sarò riuscita a fare la doccia….

In compenso devo dire che i letti qui sono fichissimi, in pratica, sono morbidi come se mettessero un piumone sia sotto che sopra (tutto sommato siamo nella patria del sandwich) per cui ti addormenti come sopra ad un divano XXXXXL, super soffice, il numero dei cuscini oscilla dai 4 ad un massimo di 8 e ce n’è per tutti i gusti, morbidi, rigidi, alti, bassi, grossi, magri…ah ora ho capito, sono stati i cuscini a chiamare la security! Sarà stato Pasquale, il cuscino più grosso, perché si, ho dato un nome ad ognuno di loro, così mi fanno compagnia.

Perché nomi maschili? beh cuscino, nome comune, maschile. Voi sempre a pensar male eh…

Va bene, d’accordo,  mi inventerò qualcosa anche per voi uomini… ah no, ci sono! Birra! Birra è perfetto! Quindi bionda, scura, rossa, doppio malto (per gli amatori), cruda (wow!) artigianale,  commerc… no dai la commerciale no, dai..

E poi, vuoi mettere che gusto quando vai a dormire? prima li “ciancichi” un pò, uno per uno, per scegliere il migliore, e tutti gli altri li butti per terra chiamandoli rigorosamente per nome! E’ terapeutico e liberatorio!  – con le birre puoi fare più o meno lo stesso… più o meno….- prova anche tu! “tell your friends” direbbero qua!

Il letto è talmente grande che mi chiedo come sarà quello matrimoniale. Ah beh forse è lo stesso e la stanza pure, salvo magari lasciare un paio di bottiglie di Heineken vuote in giro e levarti il telecomando della televisione perché così puoi veramente pensare di essere a casa con tuo marito…

Vado a farmi un giro, i negozi nei Mall chiudono tardi, magari mi distraggo un pò. Andiamo al Pentagon Mall, nome originalissimo per Washington DC.

…Mo’ non mi fregano, appena vedo due che entrano in un negozio mi accodo, così la domandona se la beccano loro! E che diamine qui bisogni farsi furbi…

Uff qui non si capisce niente, le taglie i modelli, oh beh, non c’è nessuno quiiiii? “Come stai – Stai bene – come va oggi?!” ma insomma davvero non c’è nessuno!?

Quando ti servono spariscono, come gli assorbenti! Ma insomma siamo o no da Abercrombie and Fitch? Che è successo? Ahhh ho capito, qui non siamo al negozio di punta della Fifth avenue di NY, ma  in un mall della periferia di Washington DC….

Ah sei tu il commesso? Scusa davvero non pensavo.  E come mai sei vestito, hai il raffreddore??

Oh fammi entrare un pò al negozio Apple… WOW!!! Fooooorte!! Non ti caga nessuno, sono tutti troppo presi, anche i commessi stanno tutti giocando con gli Ipad, Iphone, Macbook ecc, finalmente posso spizzarmi tutte le cose, i gadget, i prezzi e i colori in santa pace senza essere disturbata da domande indiscrete.

Beh vabbè ora dovrei pagare.

La cassa, dove sta la cassa?

Scusi ma la cassa? Non c’è la cassa, ah non si paga? La roba è qui solo per esposizione? Devo riconoscere che bella è bella la roba Apple…. però io volevo comprare una cosa.

Aspetti prendiamo un commesso libero, una ragazza, ah la cassa sarebbe questo attrezzo mobile? Forte!

Ok  salve vorrei pagare, si, no, non lo cambierò, si lo so ma non potrei comunque tornare qui per la garanzia, sono di passaggio. No, appunto, non resto a Washington per i prossimi 15 giorni, vorrei sa ma non posso. Dove vado? Vado a New York, domani mattina, che vuoi sapere a che ora ho il treno? No, non vivo lì, vivo in Italia, a Roma, no non ci sto tornando subito da New York, devo fare un altro giro prima. Dove? Oh che palle… vado ad Haiti. Si Haiti Haiti. Ah si? Vuoi andare ad Haiti ad imparare il creolo, ci stai pensando da tanto tempo? Vai allora, da Washington non è poi così lontano. Finalmente qualcuno che racconta qualcosa di sé oltre che a farsi i cazzi tuoi… Ma come, già te ne vai? Stavamo facendo amicizia! Ah giusto mi devi portare il resto… Mmm ok… Aspetto qui non mi muovo.

Ciao. Si sto bene oggi, no beh a dir la verità ho avuto una giornataccia, mi hanno fatto girare mezzo mondo per arrivare 6 ore in ritardo, però sto assimilando il colpo, ora sto solo aspettando una tua collega che mi porta il resto. Però se insisti ti faccio qualche domanda così tu tieni occupato e io imparo l’inglese tecnico…. Mica è semplice sai, sappiamo più o meno tutti l’inglese parlato, giuridico, giornalistico ecc, ma quello “informatico” è tosto, sapete come si dice per esempio…. USB in inglese? E Iphone? E Ipad? E… Macbook, eh? lo sapete? E mela? Sai come si dice mela in inglese??

Finalmente abbiamo archiviato questo venerdì interminabile, anche la notte è andata liscia, e ora sono alla stazione. Facciamo colazione! Beh si fa presto a dire colazione, ci metterò dieci minuti a decifrare le varie opzioni di caffè latte… Ma ho tempo, sono in anticipo! Godiamoci un fantastico, delizioso e ricercatissimo caffélatte. Tanto posso stare qui seduta per oltre mezz’ora!

…Adesso mi è chiaro perché la mattina vanno tutti di corsa, hai mai provato a bere uno di quei caffè che ti danno a portare via e berlo per strada? Se non hai un bagno nelle vicinanze entro 5 minuti da che hai consumato il cappuceeno ….sei un uomo morto!

(to be continued…)

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