Un giorno di ordinaria follia

Eh beh certo mica finisce qui la storia.

Stamattina mi alzo, orario assurdo, 5.30, prima dell’alba, sarà stata la fame, il jet lag oppure semplicemente l’impazienza di chiudere, pagare e andare a prendere il treno per Washington DC e scoprire che in fondo tutto il mondo è paese e se uno riesce a capirci qualcosa alla stazione Termini di Roma nessun’altra stazione al mondo potrà mai spaventarlo.

Andiamo a fare colazione, magari non ci saranno gli stessi camerieri al Dunkin Donuts, o come diavolo si chiama, di ieri, è sperabile almeno perché cercavo di prendere i caffè degli altri finché il cameriere spazientito mi ha urlato “this is ALSO not yours madam!”
Diamine qui o ti riempiono di manfrine o ti trattano come una schifezza ma ‘na via di mezzo??

Nei bar più affollati invece ti chiamano per nome! Eh già, quindi succede questo: sei al bancone (un trucco fondamentale se sei alle prime armi: prima di metterti infila leggi bene i diversi menù, perche gli americani sono fantastici, sono riusciti a trovare 25 alternative di caffè, 40 di caffè latte (eh si, latte di mucca, latte di soja, latte intero, latte parzialmente scremato, latte totalmente scremato, latte senza latte…) e via così, quindi leggi attentamente le varie opzioni, scegli cosa vuoi e devi anche sapere se lo vuoi tiepido, caldo, bollente, freddo, gelido, temperatura ambiente e anche quanto ne vuoi, small, medium, large, extralarge ecc… ti metti in fila e quando tocca a te: “Hi, how are you today, what’s your name please?” Oh forte questa vuole fare amicizia! Tentenni nel rispondere, ti devi ancora abituare a tutte le domande questa del nome mi ha un po’ spiazzata, stavo per dirgli che mi chiamo Latte, e ti dice, “il tuo nome, per il caffè, mi serve il tuo nome così ti chiamo quando è pronto il caffè”.
Ah ottimo! Mi chiamo Amoremio.
Come?
Amoremio
Ok Amoremio ti chiamo quando è pronto. Next?
…Adoro quando mi dicono “il caffè è pronto, amore mio”…

No, via libera, posso entrare, due ragazze sorridenti mi chiedono cosa voglio, “capuceeno and corneto” dico io con il mio miglior accento newyorchese, e poi per evitare di arraffare la prima tazza pronta di altri clienti in attesa mi allontano fuori dalla portata del bancone.
E pronto, è mio, grazie, arrivederci!

Eh!! Devo assolutamente fotografare questi camion pazzeschi che stanno per le strade di Manhattan. Sono enormi, fanno impressione, un po’ come vedere un mietitrebbia a via Condotti! Oh guarda questo è fichissimo! Sai quanto gli piace a Mattia questo! Tiro fuori il telefono, rido al solo pensiero della sua faccia meravigliata, mi preparo a fare la foto e oh nooooo ma che?… oddioooo ma c’è l’autista dentro!! Che faccio? Scappo? Ehehh…. Emhmmm si… Ah ehh ciao! Posso fare una foto vero, non ti dispiace? Dai sbrigati sbrigati, fatta, oh grazie ciao eh!
Ok ora gira i tacchi e vattene, corri, vai vai sbrigati, sparisci….
Beeeep, anzi buuup!
Ma che fa, mi suona? E ora che vuole??
Vai vai, non ti girare, tanto sono sorda, anzi no, sono straniera! Ottimo sono straniera no? facciamo che…. non capisco l’inglese!!
Ah il clacson non parla inglese?
Beh allora sono… sorda e straniera!

Ok, ora siamo finalmente nel taxi per la stazione. Mancia, come sempre, metto via la mia roba e… grazie allora, arrivederci.
Ora posso scendere….
Come scusi? Mi devo sbrigare a scendere e prendere la valigia? io? Perché te c’hai da fa?
Ma che tipo!

Gli ascensori.
Gli ascensori a niuiorc sono proprio uno spasso, intanto schiacci il tasto e ziuuuuuuu parte come un siluro che non fai in tempo ad allacciarti le cinture arrivi su (40esimo, 45 esimo piano, fai tu) che quando ti si apre la porta trovi lì sul pianerottolo il tuo stomaco che ti guarda e ti fa: “Hi there! How do you feel today?”E questo sempre che non hai fatto come sto facendo in questi ultimo giorni, non saprei per quale oscura ragione, quando salgo su un ascensore a NY (oggi però anche a Washington….) ogni volta che si apre la porta a prescindere dal piano piglio ed esco, salvo poi a ritrovarmi a parlare con il mio stomaco sul pianerottolo e rendermi conto che sono uscita al piano sbagliato… insomma il ballo dell’ascensore, ormai è assodato, lo faccio sia in salita che in discesa…

Salgo sul treno, nessun intoppo, ma mi trovo costretta a sedermi accanto ad un attempato uomo d’affari che non si sa come ha fatto in men che non si dica ad essersi già apparecchiato tutta la postazione…. Ha occupato il posto lato corridoio tenendo libero il posto al finestrino nella speranza che nessuno si avventuri a scavalcarlo, Macbook, blackberry, tavolino, caricatore rigorosamente attaccato alla spina del finestrino, tanto per occuparne un altro po’, e 24 ore, (che dico, 48 ore, i businessmen di Wall Street sfruttano le ore al 200 per 100….) ah ma certo! quindi questo ha dormito qui!!
Mi piazzo bene bene, nonostante lo sguardo ostile del tipo e tiro fuori l’arsenale, (eh ah mica solo tu ce l’hai i mezzi…) quindi anche io ho iPad, iPhone e Blackberry. Toh!

Che fai? Aha lasci aperto un tuo messaggio e-mail vuoto con la firma sotto, quindi saresti niente popodimenoche managing director della banca pinco pallino ? Ma davvero davvero?
Aspetta che mo’ metto anch’io un messaggio con la mia firma, ci vuole poco sai, “Permanent Representative degli … presso le Nazioni Unite a New York” Voilà! Ecco, giro casualmente lo schermo tanto da potergli lasciar dare una sbirciatina e toh ha abboccato! Sta guardando!! Ti piace eh? Ah no? Non ci crederebbe nessuno? Beh vabbè forse ho un po’ esagerato, comunque non ti credere chissà che solo perché stai scrivendo il nome del Primo Ministro di Pinco pallinopoli come se fosse un tuo compagno di bevute, e poi anche io c’ho un parente che lavora li dove lavori tu, si si e proprio a New York!
E poi tu che ci vai a fare a uascington? Io ci vado per La Riunione! E lo sai che per partecipare alla riunione in ufficio mi hanno prolungato la missione di ben 4 giorni? Un giro in più perché io negli “States” dovevo solo farei breve scalo! Quindi secondo me la mia Riunione è di gran luuuuunga più importante di quello che fai tu, senza offesa, per il tuo Primo Ministro.
…Che faccio gli dico che ho pianto per 3 giorni prima di partire per 12 giorni? No? Sono una donna d’acciaio e ghiaccio, kryptonite! Già, ricordati, la parola chiave: kryptonite.

Zzz zzz, oh! Qualcuno si è ricordato di me, mi vibra il blackberry!
Leggiamo.
Oh toh un messaggio della signora della Riunione!
La Riunione è appunto la ragione suprema del mio lungo viaggio con tappa negli Stati Uniti, la Riunione è l’evento dell’anno, senza offesa per nessuno. Bene, leggo e uff cavolo cinquanta allegati da leggere prima della riunione, aho io c’ho da’ fa mica posso leggere tutta ‘sta roba…. mi devo già leggere la documentazione che non ho letto prima perché tanto pensavo che l’aereo sarebbe caduto…
Buon weekend a tutti? Come buon weekend a tutti? Ma non ci dobbiamo incontrare alle 3? Bah questi americani hanno uno strano senso dell’umorismo….

Bella la stazione di Washington, sembra un museo, pazzesco. Mettiamoci in fila per il taxi, salgo sul taxi, facciamo un metro, due metri, tre metri, quattro metri, cinque metri, ahoooo secco io mi sa che scendo tu portami la valigia in albergo entro le 2 ok?
Ho capito che qua son tutti amici tuoi ma diamine tre ore per fare il giro della piazza davanti alla stazione!

Finalmente arriviamo, ciao grazie, entro in albergo e YEEEESSS I AM FINE porca miseria ma dunque è su tutto il territorio americano sta storia?!

E ora, andiamo a mangiare (da sola al ristorante come le più solide e tenaci donne d’affari che trasmettono il chiaro messaggio nonseiallamiaaltezzamegliosolachemaleaccompagnata), ho ancora un paio d’ore prima della Riunione! Devo ammettere che ho lo stomaco chiuso ma dovrò pur mangiare qualcosa. La cameriera mi vede, prende due menu, e mi chiede “siete in due”? Beh veramente no… cioè siii scusa hai ragione! È evidente che c’è anche il mio amico immaginario, ma non ha molta fame però, apparecchia pure solo per me.

Per evitare casini esco un’ora prima, come fortemente consigliato dal capo, e arrivo lì per La Riunione decisamente troppo presto. Prendo coraggio e via, entriamo, metal detector e varie. Io, per dare l’esempio, al posto di perdere tempo guardandomi le unghie, avevo osservato attentamente le donne prima di me alle quali avevano fatto cenno di allargare braccia e gambe per passare il controllo di sicurezza e quindi da brava mi appropinquo ad alzare le braccia, e questo mi guarda perplesso e fa “no, no, you can go” con tono sprezzante.
Come, “I can go” e perché? Vorresti dire che non ti faccio paura?? Nemmeno un pochino pochino pochino? Potrei avere anch’io delle armi nascoste come le altre signore, dentro le maniche della mia … giacca… vabbè si anche se non ho la giacca….. nelle mie braccia… nude… Ops, come non detto, lasciamo perdere…

Entro, e mi dicono, aspetti qui che chiamano la sua escort. Come escort? Noooo pure qua, aho niente ‘ndo te giri te giri, tutto il mondo è paese…. Vabbè aspetto la mia escort, cosa ci farò, non lo so.

Eccola la mia escort! La donna de “La Riunione” che onore, scende lei a prendermi di persona!
Scusi se sono arrivata così presto ma sa non conoscendo bene il posto e i tempi dei controlli di sicurezza ho preferito così…
Ah non sono in anticipo?
Anzi??
Come? Cosaaaa???!!?? Sono in ritardo di SEI ore? La Riunione era STAMATTINA ALLE NOVE????
Non può essere!! In due secondi mi passa davanti tutta la mia vita, i biglietti cambiati, le penali, l’aereo, il treno, la riunione, i documenti, l’albergo… noooo non è possibile questa sta scherzando, la bocca mi si secca all’istante, e resto basita a guardare lei che mi dice con aria tranquilla “But don’t worry” … non aveva realizzato che con Roma ci sono 6 ore di differenza!! Ma “non fa niente, meglio così così parliamo noi due che altrimenti non ci mai saremmo riuscite”!
Come non fa nienteeeee!!!!!
Non può essere, ma che dice questa? Si è sbagliata con l’orario?? Ah si? semplicemente e “sticazzi”?
Lavori qui in questo ufficio e non realizzi che ci sono 6 ore di differenza tra Roma e Washington DC? Cazzo io posso fare una carriera fulminante allora.

Si si, andiamo a prendere un caffè alla caffetteria del Dipartimento, facciamo un pò quello che ti pare, sono una donna affranta, vuoi che dopo tutta questa strada, io non voglia quanto meno un caffè del tuo dipartimento??
Si, ne prendo un pò, self service si certo caffè alla spina chissà perché non ci avevo pensato eh… No, no, solo poco, non voglio riempire tutto il bicchiere, fosse vino rosso o un superalcolico dopo sta botta pure pure, ma sai tu capisci, bella di casa, che il caffè alla spina giusto perché sono disperata sennò più di un dito non riuscirei a berne….eh si non fa niente se si paga come pieno…. beviteli tu 33cl di acqua sporca…

E quindi eccomi qua, a fare i conti amari con una Riunione miseramente trasformata in una chiacchierata, triste, al tavolino, grasso e sporco, della caffetteria del dipartimento più noto degli Stati Uniti d’America, sorseggiando, come veleno bruciante, il rinomato caffè della casa delle stelle….

8 thoughts on “Un giorno di ordinaria follia

  1. beh, questi sono quelli che hanno buttato al cesso svariati milioni di dollari per non aver saputo vedere la differenza tra 20 piedi e 20 metri…. Hai presente i cartoni di Willy Coyote? uguale, ma su Marte. “Open chute at 20 feet” invece di open chute at 20 metres”. “FiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiisplatPUFF”… invece di “fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiPUFFsdong”. Indi per cui un errore di fuso orario ce sta tutto…

    Odersing… non riesco a capire l’errore🙂

  2. – “…Che faccio gli dico che ho pianto per 3 giorni prima di partire per 12 giorni? No? Sono una donna d’acciaio e ghiaccio, kryptonite! Già, ricordati, la parola chiave: kryptonite.”
    :-))))))))))
    – “Come? Cosaaaa???!!?? Sono in ritardo di SEI ore? La Riunione era STAMATTINA ALLE NOVE????”
    :-))))))))))))))))))))))

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