Storie dalla Grande Mela

Ohoo ma quanto sono simpatici i niuorchesi!
Intanto come ti vedono, non ti salutano e basta, no, loro ti chiedono come stai, come ti senti oggi, che mi dici e via dicendo, per cui, succede questo: ti avvicini, che so al bar, alla reception dell’albergo, al negozio di medicine, e stai lì pronto a fare la tua domanda preceduta da un timido buongiorno e questi qua se ne escono “GOOD MORNING HOW ARE YOU TODAY? IS EVERYTHING FINE??”! Al che tu rimani interdetto e come un idiota li fissi e mentre ti senti dire “si grazie tutto bene, oggi…” pensi… ma ci conosciamo …?
Sei tentato per un instante di raccontargli la tua vita perché a Roma non frega solitamente a nessuno di come stai, oggi, e se tutto va bene. Resisti alla tentazione e vai avanti imperterrita, ma il dubbio resta, che faccio? devo chiedere anche io come sta questo? oppure faccio la solita maleducata?
Boh, ancora non so, comunque se entri in un ristorante ti accolgono in tre e tutte insieme ti dicono “Hi! How are you today? Hi! How are you today? Hi! How are you today?”
Mmm…

La giornata procede liscia e per strada vedi tanti Andrew o, che so, Thomas o Bryan, o di ogni stazza e età: tutti vestiti uguali, Andrews grassi Andrews magri, Andrews vecchi e Andrews giovani, ma tutti rigorosamente “Andrews”!

Oh entriamo in un negozio va.
Abercrombie and Fitch, ovvero, come mettere in imbarazzo i clienti.
Prima cosa, entri ed ecco: “Hi! how are you today?” Ancoraaa?? Un ragazzo all’ingresso a torso nudo (beh dico ma cavolo almeno una maglietta carina in questo negozio la poteva trovare, o no? Mmm mah, avrà caldo…), sorridi timidamente con un leggero imbarazzo guardi per terra ed entri.
Noo! Ma qui non si vede niente!! E’ tutto buio, musica assordante, un profumo intenso da uomo che se per caso compri qualcosa poi devi dare spiegazioni per cercare di convincere il tuo partner che non è una maglietta che ti ha regalato un commesso dopo aver passato un po’ di tempo con lui… No, sul serio, spruzzavano profumo nel negozio!! Con un leggero disagio continui a guardare il pavimento anche perché sennò inciampi che è buio pesto.
Ti butti sul primo scaffale e su quella che al buio più somiglia ad una maglietta, e lì, il commesso ti chiede come stai, di dove sei ecc, quanto resti quando riparti e poi dove vai… dico ma qui proprio nessuno si fa i cazzi suoi! Mi lasciate scegliere e comprare in santa pace??
Poi vai finalmente alla cassa, lì sono tutti euforici perché nonostante le circostanze avverse ed ostili, qualcuno riesce a comprare qualcosa, e lì, aridaje…
… Come stai oggi?? …
Guarda sto più o meno come prima, solo che mo’ sono sudata, puzzo di profumo da uomo e sinceramente non ho visto un accidenti di quello che volevo vedere, però vabbè due magliette le prendo, alla cieca eh, ma magari una datela a quel poveraccio che sta all’ingresso, in mutande, perché qui sì fa caldo, ma lì fuori se battono le brocchette…

Ok, ora torno all’albergo va, ho fatto la maratona di NY senza rendermene conto.

Oh, guarda un po’, una specie di Nail Shop non so che, vabbè vediamo se mi fanno la ceretta… Forte! hanno i famosi smalti OPI! Entro, e senza nemmeno salutare, si perché sono già le 19 avanti che ci facciamo il controinterrogatorio mi dicono che stanno chiudendo e facciamo notte.
Fate la ceretta?
Si la facciamo!
Finalmente una risposta secca!
Bene. Andiamo, ah sono tutte cinesi, e quante ce ne stanno!

Iniziamo la ceretta, mannaggia ma questa non capisce un accidenti di inglese… beh non è che dobbiamo per forza chiacchierare, anzi sai che c’è meglio così.
Ok forse non dobbiamo chiacchierare ma questa non sta mai zitta! Ad ogni strappo questa dice Ok! Ok! Ok! La colonna sonora….diamine quanto scotta sta ceretta, le dico brucia fa male e lei fa finta di soffiare e intanto mi ustiono in silenzio, dopo un po AAAAiaaaa bruciiaaaa, e lei : first time wax? Ma de che!! First time un corno, stai dicendo a me che di esperienza di cerette ne ho da vendere (eh si vedrete….)!! Ma di sicuro è first time con la ceretta a 100 gradi!!

Mettiamoci questo smalto visto che ci siamo.
Pay, first pay!
Ah si devo pagare ora? Che c’è, non ti fidi? Ahhh per lo smalto alle mani giusto!

Sono le 20, finalmente sono uscita da quel salone di tortura dopo che quella si è tanto raccomandata …” Next time, next time”… e si perché a quanto pare, secondo lei c’é molto da fare qui con me…
Yes yes, next time of course, contaci… Mo’ famme andà che volevo solo farmi la ceretta e mi hai scucito 100 dollari….

Che faccio? Sono stanca e sono le 20.30 a Manhattan. Il fuso orario ancora non mi lascia in pace. Quasi quasi ora mi prendo un latte caldo e un cornetto e me ne vado a letto, domani mi devo alzare presto per prendere il treno per “uascingtondiccí!

Ma è tutto chiuso? Sono le 20.30! Ma non siamo nella “city che non dorme mai”? Ah no il negozietto del cinese sotto l’albergo no, quello è aperto, bene, entro e da perfetta niuorchese (imparo in fretta io sai)… hey how are you today can I have a cup of hot milk please?
Tutto d’un fiato così magari si scorda di dirmi come sta, perché a dire la verità, a me proprio non me ne importa un fico secco…
No. We don’t have hot milk.
No? Really??
You need to buy milk and I can put it in the microwave.
Ok, so where can I buy some milk?
There!

Seguo con lo sguardo la sua indicazione, un posto, non so dove, fuori per strada, dove posso comprare del latte freddo, da scaldare.

Ok thanks, I’ll be right back

Esco e torno lì con una confezione di mezzo litro di latte bello fresco, bello freddo.

Ma no, lo dovevi comprare qui il latte!
Ma come? Ce l’avevi allora il latte! e che mi hai mandato in giro a fare? ?

Ce l’ho, conferma, ma non caldo!

Oh Santo Cielo!!! Ma questo è un idiota!!
Sconsolato, e a dir la verità anche visibilmente scocciato, mi fa va bene non fa niente te lo scaldo lo stesso… Turista?

Si, turista, io sarò pure turista, ma tu sei proprio un rincoglionito!!

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