l’offerta imperdibile

la 3 mi chiama, sul cellulare (chi gli avrà mai dato il mio numero) per propormi un nuovo telefono smartphone modello Samsung Galaxy numero boh, firmato da Darth Vader in persona, e che è un offerta imperdibile ma che ho tempo per decidere, fino alla prossima telefonata, ma è semplice, devo pagare un anticipo di 50 euro, fare una ricarica minima di 10 euro mensili (ricarica?) parlare al telefono con mia madre tutte le mattine e poi per 30 mesi non superare la soglia della sofferenza, comprare il latte della centrale ogni due giorni ma quello parzialmente scremato, prendere l’inserto della Repubblica del venerdì e rispondere alle domande sull’oroscopo, dopodiché quando passano 30 mesi (beato chi c’ha n’occhio) i 50 euro di anticipo te li ridanno ma sotto forma di ricarica mensile per 5 mesi da dieci euro sempre che hai tenuto i bollini del latte e così l’offerta è quella le interessa?
ma io ho l’iPhone mi faccia guardare su internet che modello mi state proponendo, ok?
ahh ma se lei ha l’iPhone noi della 3 abbiamo in offerta anche l’iPhone 6!! è un offerta imperdibile ma che ho tempo per decidere, fino alla prossima telefonata, ma è semplice eh, devo pagare un anticipo di 90 euro, fare una ricarica minima di 15 euro mensili (ricarica?) parlare al telefono con mia sorella ogni tre per due o almeno lasciare un messaggio con 9 lettere un numero e una maiuscola e poi per 30 mesi non superare la soglia della sofferenza, quella della velocità della luce, comprare il latte della centrale ogni due giorni e un cornetto semplice a giorni alterni, ma quello integrale, prendere l’inserto del Corriere della Sera una volta a settimana e rispondere alle domande sulla rubrica del direttore a pagina 1, dopodiché quando passano 30 mesi (beato chi c’ha n’occhio) i 90 euro di anticipo te li ridanno ma sotto forma di ricarica mensile per 6 mesi da quindici euro sempre che hai tenuto i bollini del latte e la carta del cornetto e così l’offerta è quella le interessa?
ma se vado da Trony e me lo compro?
eh ma… e il latte? non lo vuole?

nozioni di economia politica applicate all’espresso

Considerazioni semi serie di qualche ricordo di economica politica.
Metti un bar italiano.
Una persona alla casa (di solito il proprietario del bar) ti fa lo scontrino cartaceo, accompagnato dallo scontrino sonoro “un caffè alla signoraaa”
la persona che ti prepara il caffè: legge lo scontrino, chiede conferma di quello che ha detto il proprietario e ha scritto lo scontrino, mette il piattino con il cucchiaino, ti volta le spalle e prepara il caffè, mette il caffè nel maniglia della macchina, inserisce la maniglia, mette la tazzina sotto, accende la macchina fa scendere il caffè prende la tazzina si volta ed ecco il suo caffè, signora, ritira scontrino e mancia, il tuo caffè bevuto, mette nella lavastoviglie e ricomincia con qualcun altro.
Tempo di attesa totale: 3 minuti
Personale addetto al tuo caffè 2 persone.
materiale di scarto: polvere di caffè usato.
Costo medio del tuo espresso: 1 euro
Sapore: squisito.

Metti uno Starbucks
una persona alla cassa che ti fa lo scontrino
una persona accanto per chiederti come ti chiami
una persona accanto a quella che ti ha chiesto come ti chiami che chiede a quella alla cassa che cosa hai chiesto e ti chiede conferma
una persona che prende la tazza di carta e ti chiede di nuovo come ti chiami e scrive il tuo nome sulla tazza
ellléna
no èlena
eh… vabbe fa lo stesso, metti Maria Adelaide
una persona che fa il caffè
una persona che legge i nomi sulle tazze per consegnare i caffè pronti.
Personale addetto al tuo caffè 6 persone, più quello che svuota i bustoni colmi di tazze vuote ogni 15 minuti, totale approx 7 persone.
Tempo di attesa totale: 12 minuti.
materiale di scarto: polvere di caffè usato, tazze e tazzine di carta, bastoncini di compensato misto legno cartone (leggi cucchiaini che se usati per oltre mezzo secondo danno al caffè uno spiacevole gusto barriccato)
Costo medio del tuo espresso: 2,55 euro
Sapore: no comment

Analisi economica:
posti di lavoro:
Starbucks – bar italiano: 1-0
Tempo di attesa:
Starbucks – bar italiano: 0-1
Materiale di scarto:
Starbucks – bar italiano: 0-1
Costo del caffè:
Starbucks – bar italiano: 0-1
Sapore:
Starbucks – bar italiano: dato non rilevabile (è soggettivo)
Ricavo marginale dell’impresa:
Starbucks – bar italiano: 1-1

and the winner is??

la spesa

ci sono momenti illuminanti in cui capisci quanto sia difficile per un uomo stare con una donna: chiedi a tuo marito di comprarti un olio solare per capelli (non meglio specificato) visto che lui fa un salto in città e tu non lo hai trovato in nessun mini market al mare.
Teoricamente è sempre meglio andarci personalmente ma talvolta si prende anche il rischio di delegare – chi fa da se fa per tre, ma se mandi un uomo al posto tuo a fare la spesa, sto 3 si moltiplica all’infinito: quindi io direi chi fa da se fa per uno, un uomo che fa la spesa fa per tutti – e lui, ovviamente, ti compra quello più caro. Ma tu, non avendo specificato né marca né prezzo, stai quasi per lamentarti del tipo e perché non mi hai chiamato? ti avrei detto di non prenderlo!! ma se sono giorni che dici che ti serve!!!
se ti avesse chiamato gli avresti senza dubbio detto ma se non ti ho detto quale prendere scegli tu no? un pò di spirito di iniziativa diamine e che vuoi che sia un olio per capelli mica ti ho chiesto un barile di acqua santa!! quindi non puoi dire nulla e soprattutto NON PUOI lamentarti, goditi l’olio per capelli da miliardaria e zitta e mosca.
Mio padre quando andava a fare la spesa su commissione comprava roba per un mese e magari mamma voleva solo due cosette per mandarlo fuori dai piedi per una mezz’oretta, ma lui era così terrorizzato all’idea di sbagliare che comprava tutto doppio perché magari serviva, poi però dimenticava sempre una cosa delle due cosette (c’era nella lista ma sul retro, e si sa le liste della spesa sul retro non sono valide) e mamma sosteneva che non contava che avesse comprato tutto doppio se comunque mancava una cosa… io allora andavo di corsa da papà a dirgli che avevo proprio intenzione di riempire la vasca di bagnoschiuma e che quindi a me servivano proprio tre bottiglie di sapone, solo che glielo avevo detto a voce, e anche 5 pacchi di noce moscata, certo! per la maschera al viso! perché sulla tua lista Ma’ non si capisce niente! e poi si capisce che le ore del foglietto strappato dall’agendina servono per numero di articoli, lo sanno tutti! 12 rotoli di buste della spazzatura pure, fanno sempre comodo, papà! 13 dentista Elena? quello non l’ho preso, non c’era, se vuoi provo in un altro supermercato?

il problema

i problemi sono semplici, come tutti i problemi, sono io (siamo noi?) che complico la situazione per non voler prendere l’unica possibile decisione per risolvere il problema. Perché spesso non è il problema il problema ma la soluzione! La soluzione non ci piace, o ci piace in parte, e quindi via a trovare il problema alla soluzione, a quel punto diventa un gran casino, e si perde di vista qual’è il problema (maschile) e quale la soluzione (ovviamente femminile!!) vabbé insomma da lì la solita risposta ad una possibile soluzione ad un fatto problematico “eh ma non è così semplice” e ti arrendi al fatto che la soluzione non è più la soluzione, seppur lo sembrava…
quindi d’ora in poi prendo atto che non mi va di risolvere il problema, anzi faccio molto di più, decido che non esistono problemi, li smonto prima, come i lego, così non devo pensare alle soluzioni, che sicuramente sono magre e senza cellulite, ste stronze.

il giro

esco di casa e vado a piedi a prendere la macchina che ho lasciato nel parcheggio del cortile della scuola un paio di giorni fa
arrivo e prendo la macchina
cerco parcheggio sotto casa giro giro ma non trovo parcheggio
vado verso la scuola e parcheggio tra la scuola e casa
domani presumibilmente esco di casa e vado a piedi a prendere la macchina che ho lasciato nel parcheggio tra la scuola e casa un paio di giorni fa.
vado a casa prendo i ragazzini li porto a scuola lascio la macchina nel parcheggio del cortile della scuola
giro di scuola esco dal parcheggio la macchina prende la casa e presumibilmente domani mi gira la testa e quindi è meglio che resto a casa

sleeping is not allowed

uffa!!! odio, odio profondamente quelli che si addormentano in aereo!! e soprattutto nei viaggi corti, quelli di 3 ore! ma che non ce l’hai una casa? che accidenti hai fatto stanotte che dormi così profondamente alle 16 del pomeriggio? fai i turni? non potevi dormire prima di partire?? e se io dovessi per esempio, tanto per dirne una a caso, andare a fare la pipì? non potevi scegliere tu il posto mio così quello lì lo potevo prendere io con il web check in? invece no, no, quello lì già non era disponibile! quindi te lo sei scelto SCIENTEMENTE! ma dico, quelli che fanno il web check in e prendono il corridoio non hanno nessun diritto di dormire! “No sleeping” dovrebbe esserci sullo schienale del sedile! NO SLEEPING cribbio! e anche sul tavolino ribaltabile davanti nel caso non bastasse, con tanto di adesivo rotondo: uno con la testa sul cuscino e una bella X sopra per chi non sapesse leggere!
ah ecco perché dormono! sono sanno leggere!! beh comunque se non sai leggere scrivi! avrai pur qualcosa da raccontare no?!
e ora che faccio? aspetto o scavalco? come una volta che quello accanto a me, un signorotto con un voluminosissimo cappello sulle gambe che poteva essere mio nonno paterno (il signore, non il cappello) – non per l’età ma perché io mio nonno paterno purtroppo non l’ho mai conosciuto – non ha mosso una palpebra per almeno mezz’ora e lo posso dire ve lo assicuro perché l’ho guardato attentamente senza girare lo sguardo per almeno 25 minuti, lo sbattere delle palpebre è così rapido che per evitare che mi sfuggisse l’attimo non ho nemmeno sbattuto gli occhi io! dopo 5 minuti lacrimavo così tanto che ho pensato che magari la pipì si sarebbe potuta assorbire dalla lacrime, ma non è andata così e quindi siccome proprio non ce la facevo più, ho pensato beh se non si è mosso di una virgola per 25 minuti non inizierà certo ora, e mi ci vorrà un attimo – in fondo ho fatto anni e anni di danza e ginnastica artistica non lo sfiorerò nemmeno!
Via libera, decido, lo scavalco con precauzione fissandolo nella speranza che non apra gli occhi in quel preciso istante e invece SBAM! spalanca gli occhi come uno psicopatico proprio mentre stavo a metà strada con entrambe le mani appoggiate ai suoi braccioli!
salve… ehe… non volevo svegliarla, stavo solo cercando di… passare?
non so se è stato più imbarazzante il ghigno di soddisfazione del vecchietto o quello di disapprovazione della hostess che passava in quel momento… già mi lanciava occhiatacce di sospetto mentre lo guardavo dormire piangendo (lo sentivo che mi lanciava occhiatacce, non l’ho visto perché i miei occhi erano tutti per bisnonnino!) ma comunque questo qui che sta accanto a me ora è un ragazzo (un ragazzo della mia età, un ragazzino insomma…) è sposato, o almeno così dice perché porta la fede, magari si stranisce, si mette a urlare come un pazzo, e io per disperazione gli faccio vedere vedere il dito, l’anulare non quello medio, anche se con tutto sto casino potrei pure confondermi, al ché lui mi denuncia e la compagnia aerea mi bandirà da tutti i suoi voli, sempre che riescano a capire come mi chiamo veramente, e che “Incisa” è un cognome e non un nome, chiedi a mio nonno, paterno, poi magari glielo suggerisco io perché tutto sommato non mi dispiace poi tanto visto che sto su un volo Iberia, quindi sai che c’è la prossima volta magari quando faccio il
check in chiedo direttamente il sedile quello buono, quello del wc.

l’improvvisata

chissà a che ora verrà a farmi la sua improvvisata mamma.
o magari prima telefona per essere sicura di trovarmi, mica può fare un viaggio a vuoto, sennò poi se la prende con il primo che gli capita, cioè papà.

Elena! Pronto? ma stai ancora a casa??!! ma insomma che ti sei presa? hai preso la medicina che ti ho detto? ti avevo detto di prendere l’altra ma sei una testona! a quest’ora ti era passato tutto! e poi il vaccino per bocca, mi raccomando il vaccino per bocca non prenderlo eh!
e i bambini, dove sono i bambini, stanno a scuola? ah meno male però guarda apri tutte le finestre e farli stare fuori capito??
comunque io ieri dopo essere stata da te ho avuto mal di gola tutta la sera, quindi CAMBIA L’ARIA!! capitooo?? e prenditi le pasticche per la gola, hai PURE mal di gola vero? e anche se ti fanno schifo prendile che vuoi le caramelle?? e sennò fatti la spremuta che tanto fai sempre andare a male le arance, ma insomma che ci vuole a fare una spremuta, sei proprio una sfaticata!!
Vabbè ci sentiamo dopo magari faccio un salto, ma insomma guarda tu questa… (che sarei io, “quell’altra” è di solito mia sorella, o le mie nipoti, “voialtri” siamo tutti noi messi insieme, una manica di idioti in pratica, dice lei).
Senti ma, mamma? che mi compri un barattolo di nutel…mamma?? ha riattaccato!! chissà cosa avrà detto non sentivo niente…

deformazione professionale

Ok va bene, è mezz’ora che piangi, Lorenzo dimmi cosa dai a Mattia in cambio del pezzo di Lego che ti serve.
Niente!
Come niente!? se vuoi fare uno scambio qualcosa devi dare in cambio no? allora cosa?
Niente!!
Dai su, pensa a qualcosa Lorenzo così io negozio per te.
Nienteeee!!!
Ok, allora niente, vedo cosa dice Mattia e torno.
Mattia, che vuoi in cambio del pezzo?
Niente!
Ok quindi, affare fatto! era più facile di quanto pensassi, dammi il pezzo Mattia, Lorenzo ti dà niente.

…deformazione professionale…

il concerto

Davanti allo Stadio Olimpico vedo un fiume di adolescenti sorridenti e felici che vanno verso i cancelli. Non sono tifosi, non saprei… chissà.

Uno striscione mi da la risposta, Ligabue.

Attraversano lo stradone davanti all’obelisco con passo fiero e deciso. Vanno di fretta, loro, il concerto sta per iniziare, mancano solo 15 ore, niente in confronto ai 5 lunghi mesi da quando hai comprato il tuo biglietto on line.

C’è il concerto di Ligabue stasera all’Olimpico! Quindi basterà aprire le finestre e godersi il concerto… sempre che Liga canti più forte di Kirby o di Cattivissimo Me 165 (non è ancora uscito? ah beh sarà ma io ne ho visti almeno 164)… in un lampo mi ritorna in mente quando a 16 anni stavamo fuori dalle 7 di mattina ad aspettare ai cancelli del Flaminio, tutti esaltati per un concerto che sarebbe iniziato quasi un giorno dopo… eravamo pronti, con gli zainetti a righe Invicta, rosa le ragazze, rigorosamente blu i maschi, c’erano gli alternativi che non avevano niente, tanto i libri li portano gli altri. Ognuno riconosceva il proprio zaino dalle scritte Andrea ti amo, Forza Maggica mentre i più sofisticati si buttavano su politica estera o calcio internazionale.

Beh io animavo la giornata, fomentando l’impazienza dei miei amici e noooo appena canterà quella canzone io svengo! Muoio!! No perché quest’altra?? si pure quella!! c’hai ragioneeeee!! Io invece mi sento già male adesso guarda, solo al pensiero!! E ti chiedi perché pagare per andare a svenire in mezzo ad un prato stracolmo di ragazzini urlanti dove nessuno ti può aiutare…

Oh rigà io devo andare in bagno! come faccio?? Eh no se lasci il posto poi lo perdi e guarda quanta gente che c’è dietro di noi!! ah giusto beh allora come facciamo? e io che ne so! Beh te la tieni no? Oh ma qualcuno ce l’ha la macchinetta fotografica?? si si io ce l’ho! l’ho presa!! E magari c’hai pure il rullino? Oh no il rullino!! ma che non ti sei portato il rullino?? eh si c’è ma… ci sono già 22 foto scattate!! Ma è da 36 o da 24? No che sfiga è da ventiquattro, e adesso? lo vado a comprare? eh no poi perdi il posto pure te, ma chiama tua sorella e te lo fai portare! eh si eccone n’altro… Ma la cabina telefonica dove sta? laggiù! Chi ce l’ha un gettone? Seee mò il gettone, sei proprio antica oh, saranno 6 mesi che non ci sono più i gettoni!! Adesso ci vuole la carta! La carta telefonica della Sip.
E quindi?
Enniente!

Il tempo non passava mai, qualcuno faceva amicizia con altri gruppetti accampati vicino, ma non più di tanto, perché noi siamo mejo de quelli lì, ma hai visto quello s’è portato pure un cuscino? beh chiamalo scemo… dico io.

Qualcuno c’ha la crema solare?  Mi sono bruciata le spalle!! Eh si, che uno viene al concerto con la crema solare?! Beh si…

…poi quando finalmente aprivano i cancelli, dopo la prima (e ultima) volta, che mi sembrava di essere a Pamplona travolta da tori scatenati, con le spalle all’ingresso cercando di restare in piedi come un birillo incerto di fronte a enormi palle rotolanti mi dico, ma chi me lo ha fatto fare??

Una voce lontana mi urla Elenaaaaaa ma che faii dove seiiiii vieniiiii sbrigatiiii daiiii!!!

Io?? ma se manco c’ho il biglietto!!

 

Dyvia et le Pétunia

et surtout ne jamais la laisser seule à la maison quand tu sors!

un jour tu reviendras di bureau et ops tu ne vas pas réussir à ouvrir la porte, tu sonneras et sonneras mais personne ne te répondra.

Allo? la police? monsieur le commissarie allo alloooo!! au secours!!

Calmez-vous madame!

Non !! allo allo au secours venez!! je suis restée enfermée dehors!!

Enfermée dehors madame??

oui oui je suis sortie et là je ne peux plus rentrer!

madame, l’adresse et on arrive, calmez-vous on va vous aider.

merci merci

alors madame, que se passe-t-il?

ben rien je suis sortie 10 minutes pour acheter une baguette et la mes cles ne marchent plus la porte est bloquée!!

vous êtes sûre madame?

euh oui…

Sûre sûre?

non bon ok deux baguettes et un petit pain au chocolat… quoi non je disais 10 minutes?

non d’accord 45 minutes mais quelle est la différence monsieur le commissaire!!

ben c’est un détail et les détails c’est important!! pour l’enquête.

quelle enquête?

L’enquête que « vous êtes sortie 10 minutes pour acheter une baguette non bon deux et un petit pain au chocolat et bon d’accord 45 minutes! » Vous voyez?

Je vois mais je veux rentrer chez moi!!

D’accord on va vous aider madame, calmez-vous!

Vous arrêtez s’il vous plait de me dire  de me calmer??

Marcel s’il te plait tu passes un coup de fil à Charles on a besoin d’un soutien psi ici…

C’est qui Charles?

Personne, madame ne vous inquiétez pas!

Vous allez pas me traiter comme une pauvre folle vous??

qui? moi? non pas du tout madame, c’est la procédure pour ce genre d’enquête.

quel “genre” d’enquête monsieur le commissaire ??

Rien madame, rien. Alors, que se passe-t-il dans cette maison? Regardons par la fenêtre…

mais monsieur le commissaire ça ne se fait pas!!

ben voyons madame, vous voulez qu’on vous aide ou quoi??

ok d’accord c’est bon, dépêchons nous sinon je vais finir par manger les deux baguettes là, vous en voulez un bout monsieur le commissaire elle est encore chaude!

non merci, vous vous appelez comment déjà?

Qui ? moi? moi c’est Dyvia

oh quel joli nom!

vous trouvez?

oui très joli madame Dyvia

et vous?

moi quoi?

votre nom, vous ne vous appelez pas monsieur le commissaire quand même?

Ah bien sûr que non

ah d’accord! Ouf! j’ai eu peur! donc?

donc quoi?

ben votre nom, je vais pas continuer à vous appeler Monsieur le commissaire tout le temps!

ah non!

c’est trop long vous ne trouvez pas?

oui peut-être…

Alors?

alors je m’appelle Maximilien Alexandre

oh

Mais c’est votre nom de famille?

quoi?

Alexandre

non, c’est mon prénom

alors Maximilien

Quoi ?

Votre nom de famille?

non plus, c’est toujours mon prénom.

et alors votre nom de famille c’est quoi?

Dumas de la Prairie

oh

D’accord, très jolis noms et prénoms vous aussi, un peu long peut être mais… bon monsieur le commissaire, on en était où, vous voyez quoi dans la maison?

Je vois un homme!

quoi!! un homme? il est beau?

euh ouais… je crois… beau garçon…

alors c’est mon mari!! c’est lui c’est lui! HIP HIP c’est mon mari !!!! il est seul?

mmm… non… je vois pas très bien… eh non, il n’est pas seul madame !

quoi?? quoiiiiii je sors 10 minutes pour acheter une baguette non bon deux et un petit pain au chocolat et bon d’accord 45 minutes et lui il n’est pas foutu de rester seul!! c’est de la pure folie quoi!!

ah à propos Marcel, il est arrivé Charles?

Madame, calmez vous!!!

Non mais je rêve!! vous vous rendez pas compte vous!! vous êtes marié vous monsieur le commissaire?

Madame, il est avec deux enfants!! calmez-vous!!

ah, deux enfants, vous êtes sûr… mmm, ok, d’accord…

Vous avez bien deux enfants madame?

ben oui!!

ok, ils sont comment?

euh… garçons?

très bien madame, bon signe, je vois bien deux garçons.

Ils font quoi monsieur le commissaire pourquoi Ils n’ouvrent pas la porte?

alors Ils sont… à table

à table? C’est pas vrai !! Tous les trois assis tranquilles ? Non !!

oui mais attendez je vois quelque chose…

quoi quoi vous voyez quoi dites-moi monsieur le commissaire!

je vois une chose verte… grande, une femme peut-être? non attendez madame…

Pourquoi vous dites que c’est une femme ??

Ben les bras longs et fins… les jambes…

c’est pas vrai!!

quoi quoi quoi qu’est-ce qui est pas vrai quoi quoi quoi!!!!

c’est une plante! avec des jambes longues et des jolis bras…

Monsieur le commissaire mais voyons !! une plante avec des bras !! mais faut arrêter de boire en service !! eh Marcel il est arrivé Charles ou quoi qu’est-ce qu’il fout celui-là!!??

Bon alors, Madame, j’y suis, c’est un Pétunia !

Ah vous avez vu mon pétunia ! il est joli mon petit pétunia !! et il grandit je ne vous raconte pas !!

Petit pétunia ? Ce « petit pétunia » madame il est grand plus ou moins comme votre… mari ?

C’est pas vrai !! Il a tellement grandi !! Laissez-moi voir !!

Non non madame, vaut mieux pas…

Pourquoi qu’est-ce qu’il se passe ??

Eh rien mais… madame, calmez-vous !

Vous arrêtez de me dire de me calmer !! je SUIS calme !!

Madame, ce pétunia, c’est un extraterrestre.

QUOI ??? Mais vous êtes fou ou quoi !!

Moi ? non. Oh regardez… madame, asseyez-vous.

Pourquoi pourquoi ?? !!

J’ai une nouvelle, ils vont bientôt avoir une fleur !!

Qui ! Qui ?? qui va bientôt avoir une fleur ?

Votre mari et Pétunia !

NOOOOON c’est pas vraiiiiii, arrêtez s’il vous plait !!! Et mes enfants ? les enfants ?? ils vont bien ? faut appeler la police !

La police, c’est moi, madame.

Ils ont l’air heureux, ils rigolent et caressent le bulbe.

Quoi ? ils font quoi ?? c’est pas possible ! pas vrai ! menteur commissaire ! vous mentez !!

Mais madame, vous n’aviez pas compris que c’était un extraterrestre ? Vous l’avez depuis quand ?

Euh… 5 jours ?

Et elle arrivée comment cette plante ?

Ben… je.. je l’ai prise… je… euh… mmm je ne sais.. plus trop bien… mais elle était si belle ! et elle grandissait à vue d’œil…

Et ça ne vous disait rien ça?

Ben… non… pas… oui en fait… mais.. bon…

Et vos amis, ils vous ont rien dit ?

Si mais bon je pensais qu’ils étaient jaloux.

De quoi ?

De mon pétunia.

Et le pingouin ? z’avez pas vu la tête du pingouin ?

C’est pas un pingouin c’est une taupe, merde !

Ok la taupe, z’avez pas vu la tête de la taupe quoi, c’est clair non ?

Quoi qu’est-ce qui est clair ??

Ben que Pétunia est un extraterrestre.

Elle s’appelle comment déjà la taupe?

La taupe ? Elle s’appelle tapig.

Charleeeeeeeeeeeeeeeeessssssssssssssssssss !!!